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CHAMPIONS: Ottavi e nuovo stadio, doppio brindisi per la Roma

roma_ooooooTutto in una notte. Ottavi di Champions da primi nel girone e Stadio: i tifosi della Roma cerchieranno di rosso il 5 dicembre, giorno della promozione nell’Europa che conta e, soprattutto, del via libera definitivo alla nuova ‘casà, festeggiata anche dalla sindaca Virginia Raggi in tribuna. La Roma batte gli azeri del Qarabag 1-0, torna dopo due anni a respirare l’aria d’élite del calcio che conta e lo fa addirittura da prima della classe, davanti a Chelsea e Atletico Madrid sui quali il 24 agosto tutti avrebbero scommesso. Allora furono Garcia prima e Spalletti poi a portarcela, oggi il merito va a una squadra ‘nuovà, nel gioco e nella sostanza e a Diego Perotti che nel giorno dell’addio di Totti l’aveva trascinata in Champions per i capelli, con un gol in pieno recupero e oggi ce la fa rimanere con un tap-in che vale oro. Una partita non bella, va detto subito, ma la posta in palio era tanto grossa da giustificare la prova a tratti incolore dei giallorossi. Il freddo e la diretta tv tengono lontano dall’Olimpico una gran fetta di pubblico: solo in 35mila hanno dato retta alla richiesta di Di Francesco che chiedeva il pienone, ma basta e avanza a trascinare Nainggolan&Co a svolgere il ‘compitinò. E già, perché gli azeri, che pure avevano fermato i ‘colchoneros’, alzano un vero muro davanti a Sehic (4-1-4-1). Di Francesco recupera Perotti e Kolarov e rispolvera De Rossi, in castigo in campionato. Il resto è tutto scontato, con Dzeko prima punta e Schick che si accomoda in panchina. Il Qarabag scende all’Olimpico senza quattro titolari: i centrali difensivi Sadygov e Huseynov, il terzino sinistro Agolli e l’esterno d’attacco Henrique. Ma gli 11 messi in campo da Gurbanov, pur con qualche deficienza tecnica, ci mettono cuore e muscoli e per la Roma della prima metà gara basta e avanza. Dopo 45′ senza sussulti e tiri in porta (tre in tutto, il più pericoloso sventato da Sehic al 48′ su una staffilata di Nainggolan), la ripresa comincia sotto ben altra luce, merito anche di un ‘altrò Perotti che da abulico diventa prim’attore: all’8′ percussione in area per Dzeko che tira addosso a Sehic, ma sul rimpallo l’argentino è bravo nel tap-in di testa a porta vuota. Un gol liberatorio che evita ulteriori batticuori, considerando il gol negli stessi minuti di Saul a Stamford Bridge. Il gol è una scossa per i giallorossi che diventano più veloci e martellanti: 6 angoli (alla fine saranno 14 a 0) in una manciata di minuti, conditi da una grandissima giocata di Nainggolan che il portiere azero sventa par suo. Il muro azero però continua a resistere e per evitare sorprese di qualsiasi tipo Di Francesco si copre e passa al 4-2-3-1: fuori Perotti e El Shaarawy per Gerson e Pellegrini. Gurbanov capisce il momento psicologico dei giallorossi e rafforza l’attacco e per poco (35’) Michel non rovina la festa e fa correre un brivido ai 35mila infreddoliti dell’Olimpico: tutto solo su cross di Guerrier colpisce centralmente, con Alisson che si trova la palla tra le mani. È l’ultimo sussulto di un match che ha vissuto gli ultimi minuti con l’orecchio alla radio e che alla fine premia la Roma che chiude col boato dell’Olimpico, la promozione e un bel gruzzoletto in cassaforte (15-20 milioni che potrebbero aumentare di parecchio se il Napoli domani fosse eliminato, grazie alla quota del market pool e che si vanno ad aggiungere agli introiti del ‘new deal’ commerciale messo in atto dal club giallorosso). Buon viatico in vista del prossimo turno di campionato (la Roma a Chievo, Juve e Inter che si toglieranno punti reciprocamente) e del sorteggio di lunedì 11 a Nyon, che stavolta – da prima del girone – sarà almeno un pò meno a rischio

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