Piani pensionistici individuali: l'alternativa alle misure statali in materia di previdenza - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Piani pensionistici individuali: l’alternativa alle misure statali in materia di previdenza

I vantaggi fiscali e le caratteristiche proprie dei PIP, un metodo innovativo per accumulare i propri soldi in vista della vecchiaia

pensioniIl 2018 della previdenza sociale si apre nel segno di una serie di novità che potrebbero interessare da vicino migliaia di italiani. Lo Stato ha infatti deciso di tutelare in maniera più attenta i soggetti con maggiori difficoltà economica, procedendo al contempo ad attuare misure più flessibili sia nei confronti dei lavoratori che verso le aziende. Il blocco dell’età pensionabile, che salirà nuovamente solo a partire dal 2019 lascia in stallo il nodo pensioni e tutte le polemiche ad esse legate. L’unica penalizzazione riguarderà le lavoratrici autonome e del privato, la cui età pensionabile sarà equiparata a quella degli altri lavoratori. Il potenziamento della Rendita Integrata Temporanea Anticipata – la cosiddetta RITA – e lo scivolo fiscale (che consentirà alle aziende di non abbandonare in tronco il lavoratore in esubero destinato alla pensione) sono due opportunità non indifferenti, ma si delineano come soluzioni solo marginali di fronte al problema pensioni. Gli altri strumenti messi a disposizione dallo Stato però spesso non garantiscono una stabilità economica anche durante l’età pensionabile.

Il Governo centrale fa fatica a mantenere in piedi un sistema pensionistico a cui non fa da contraltare quello contributivo; dall’altra parte della medaglia, però, sono sempre più gli italiani che vivono sulla soglia dell’indigenza o con pensioni molto basse. In questa situazione di totale incertezza e con l’età pensionabile destinata ad aumentare ulteriormente, i lavoratori si orientano con grande curiosità tra le forme previdenziali complementari e integrative, pur apprezzando la maggiore propositività del Governo. Si tratta di soluzioni molto apprezzate, in grado di fornire maggiore stabilità in età pensionabile. La previdenza individuale sta dunque gradatamente guadagnando la fiducia dei lavoratori, che hanno intuito l’importanza di costruire la propria pensione mese dopo mese, anche con piccole cifre.

La flessibilità di strumenti finanziari come i Piani Individuali Pensionistici abbinata ad archi temporali molto lunghi e ad un livello di rischio ridotto al minimo consentono agli italiani di creare forme alternative di reddito: un metodo innovativo per accumulare i propri soldi in vista della vecchiaia, eliminando il “vecchio” salvadanaio ed evitando al contempo l’effetto inflazione sui fondi depositati e mai utilizzati. Prelevando anche piccole somme dallo stipendio, il lavoratore può disegnare il Piano d’Accumulo di Capitale più adatto alle proprie esigenze, accumulando cifre che saranno poi erogate nel momento in cui lo Stato staccherà il primo assegno per la pensione.

Questi piani consentono al lavoratore di variare mese per mese la somma investita, senza incorrere in penali, ma durante il periodo di tempo prefissato e sottoscritto lo stesso non potrà ritirare le somme versate se non per motivi eccezionali legati allo stato di salute o a particolari esigenze famigliari. Una volta raggiunta l’età pensionabile, il cliente ha facoltà di ritirare una parte dei suoi fondi in anticipo o di attendere la rateizzazione, migliorando così le sue disponibilità mensili. Altro grande vantaggio della previdenza integrativa consiste nella deducibilità fiscale fino alla soglia di 5164,54 Euro.

I vantaggi fiscali e le caratteristiche proprie dei Piani Individuali Pensionistici sono tra caratteristiche più gradite dai clienti, che nonostante le misure messe in atto dal Governo continuano a crescere e a valutare questi strumenti finanziari un’ottima opportunità d’investimento in vista della pensione.

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