Terme, la famiglia Sensi sbarca a Civitavecchia? - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Terme, la famiglia Sensi sbarca a Civitavecchia?

terme_della_ficoncellaLa notizia è da addetti ai lavori ma merita tutta l’attenzione. A Viterbo la guerra delle Terme non si placa, anzi. Mentre i ruderi delle Ex Inps marciscono all’aria, la querelle che riguarda lo stabilimento delle Terme dei Papi non si chiude. La famiglia Sensi non molla ma guarda altrove, al litorale laziale. Un segnale importante e da non trascurare.. Contrariamente a quanto annunciato e ripetuto, Fausto Sensi parteciperà al bando per l’acqua che alimenta le Terme dei Papi. Non solo: ha già presentato richiesta formale al Comune per avere indietro quella tolta dalla delibera di consiglio del luglio 2014. E ancora: si sta espandendo a Civitavecchia, dove ha già acquisito i terreni per aprire una nuova area termale.

Sono in gioco 23 litri al secondo da gestire fino al 2033, quelli che alimentano lo stabilimento comunale gestito dai Sensi fino alla stessa data. E lui adesso gioca. Perché il cambio di marcia? «Riflettendo e seguendo le indicazioni dei nostri legali, visto che la situazione è complessa abbiamo deciso di seguire due strade. La prima è quella di partecipare anche noi al bando della sorgente pozzetto, dentro casa nostra. E non è una mossa contraria alle nostre posizioni: infatti c’è la richiesta di partecipare ma con determinate accortezze».

Contemporaneamente, «visto che ci servono almeno 35 litri, abbiamo fatto un’altra richiesta per avere l’acqua che manca, in base all’ultima legge di bilancio, che esenta da alcune prescrizioni delle precedente normativa. La domanda è stata già presentata, da dove prendere la risorsa termale lo stabilirà il Comune». Sempre che venga concessa. Il ricorso sul bando? «Purtroppo avrà tempi lunghi, ma va avanti», dice Sensi.

C’è però un’altra novità in casa Sensi: si guarda fuori i confini, al porto di Civitavecchia. «E’ vero continua perché se qui siamo oscurati e presi a calci come sempre, utilizzeremo le nostre energie, anche economiche, dove non ci trattano male. Abbiamo già acquisito i terreni: mi auguro che palazzo dei Priori si renda conto di avere degli imprenditori che fanno sul serio». Intanto si lavora per ottenere la concessione, direttamente dalla Regione. Si parla di «25-30 litri al secondo, anche se l’iter è lungo. Viterbo? Vorremmo che restasse il nostro quartier generale, ma qui nessuno – rileva Sensi – sembra dare valore a quello che abbiamo fatto, ci accusano pure di frenare lo sviluppo della città. Ci ridiano i nostri soldi, si impegnino a garantire i posti di lavoro da noi creati e ce ne andremo da un’altra parte. Magari con maggiore fortuna».

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