Il sindaco Raggi e la succursale grillina di Livorno - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Il sindaco Raggi e la succursale grillina di Livorno

virginia-raggi-orefE’curioso, la Giunta Raggi per sfuggire ai veleni del Campidoglio, o meglio ancora, alle beghe del sottobosco grillino locale , pesca da sempre fuori dai confini laziali consulenti, collaboratori, assessori, come se a Roma o/e nell’organico capitolino non ci fosse a prescindere gente capace. Atteggiameno per certi versi comprensibile, dopo i guai passati dalla Raggi per “essersi fidata”. Dopo gli assessori nordisti amici dei Calaseggio la Raggi ha cominciato a pescare in un posto preciso, Livorno. Il club a cinque stelle della giunta livornese sta diventando una sorta di succursale. Il sindaco Nogarin è una delle colonne della squadra del M5s, ancorchè n ei guai per le solite grane giudiziarie dalle quale pare che nessun amministratore locale italiano sia immune. Da Livorno ora arriva Massimiliano Lami, l’ex capo gabinetto di Filippo Nogarin. Dopo Gianni Lemmetti, assessore al Bilancio prima a Livorno e adesso in Campidoglio, e Alfredo Lanzalone (consulente nella vicenda concordato di Aamps, la partecipata dei rifiuti livornese), Virginia Raggi dunque ingaggia un altro pezzo da novanta dell’amministrazione livornese. Tecnicamente Lami arriva dalla direzione di Casalp, partecipata municipale delle case popolari, dopo aver lasciato da qualche mese l’incarico di capo gabinetto che ricopriva al Comune di Livorno dai tempi del sindaco Pd Alessandro Cosimi. Andrà in sostanza a coordinare le attività dell’assessorato al Bilancio di Roma Capitale con responsabilità di capo staff, come si legge nella delibera numero 53 della giunta capitolina firmata dalla sindaca Raggi. Ci sarà un motivo particolare? Dice la delibera che le attivit che Lami è chiamato a svolgere sono «connotate da estrema delicatezza e fondamentali, anche per veicolare nella maniera migliore possibile tutte le iniziative poste in essere dall’assessorato». Lami guadagnerà quasi 90mila euro lordi all’anno (88.728,53 euro) e, in futuro, potrebbe andare a prendere l’incarico di capo gabinetto che in Campidoglio è vacante dal primo settembre 2016, quando (in polemica) si dimise il giudice Carla Romana Raineri. E’ la logica grillina

email