Seicento crolli in sei mesi, è strage di alberi - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Seicento crolli in sei mesi, è strage di alberi

alberi_romaÈ strage di alberi nella Capitale dove il Servizio giardini è ombra di se stesso e molti bandi del Campidoglio per la cura del verde sono al palo. È di 5/600 la stima di alberi, piante e grossi rami precipitati nei 15 Municipi da gennaio a oggi. Record il 26 febbraio, giorno della nevicata e il 17 gennaio quando pioggia e vento fecero precipitare decine di alberi e grossi rami. Feriti, paura, piante crollate davanti alle scuole o sopra auto distrutte: i romani sono consapevoli ormai che le piogge sono sinonimi di crolli. Soltanto ieri sono stati 110 gli interventi dei vigili del fuoco, l’80% per il maltempo. Una donna è rimasta ferita per un crollo in via del Mare, ad Acilia, un altro albero è caduto a Ostia in via Ugo Rellini danneggiando un balcone. Una pianta è precipitata in via Enea, a pochi passi da via Appia. Albero caduto su tre auto in prossimità del ponte di Ferro, a Marconi. Crolli anche in via Leone XIII, via Pietro de Coubertin e in via di Boccea.

In pericolo anche i bambini in questi primi mesi del 2018: 8 interventi dei vigili del fuoco nei pressi della scuola Contardo Ferrini, in via di Villa Chigi; un platano di 25 metri crollato davanti all’asilo di via Manlio Gelsomini all’Aventino, un pino precipitato a Spinaceto sul cancello della scuola Paolo Renzi. L’assessore all’Ambiente del I Municipio parla chiaro: «Sono un centinaio da gennaio a oggi gli alberi e i grossi rami caduti, noi e il II Municipio dopotutto siamo stati i più colpiti dall’emergenza post-neve, considerando che nei nostri territori ci sono immense ville storiche e alberi antichi che da tempo non hanno più manutenzione». «Soltanto il 26 febbraio – spiega l’assessore all’Ambiente del II Municipio Rino Fabiano – il bilancio è di 180, tra alberi schiantati a terra e grossi rami caduti». Fabiano ricorda «i sette pini caduti in via Tiburtina, una ventina di piante e alberature precipitate nel Villaggio Olimpico. Insomma – conclude Fabiano – a fronte di un’emergenza che non si può negare, da parte del Campidoglio non c’è alcun tipo di supporto, né dal punto di vista del personale, né per quanto riguarda i mezzi».

A luglio dello scorso anno, l’assessore Pinuccia Montanari annunciava l’assunzione di 30 giardinieri. «Entro il 2017 il nuovo personale ci aiuterà a potenziare le attività di manutenzione, valorizzazione e sviluppo del verde» disse. Ma di potenziamento non c’è ombra: nessun rinnovo del contratto per i 50 manutentori civici, ci sono i 18 detenuti della maldestra operazione orchestrata dal Campidoglio. Giorni fa sono stati fatti tornare a Rebibbia, perché qualcuno si è reso conto che non possono maneggiare strumenti potenzialmente pericolosi come seghe e asce. Per avere un’idea della situazione drammatica è sufficiente ricordare le parole dell’assessore all’Ambiente del Campidoglio Pinuccia Montanari che il 21 marzo faceva sapere che erano stati rimossi 838 rami dalle strade. Assenza di manutenzione, immobilismo e il maltempo si traduce in crolli. Nelle giornate di pioggia e vento gli interventi dei vigili del fuoco in media sono quasi sempre un centinaio.

Crolli ci sono stati in viale Tirreno, ai Parioli in via Ettore Petrolini, ad esempio. A fine marzo paura per l’enorme pino precipitato in via Antonina, dietro lo stadio delle Terme di Caracalla e qualche giorno prima per un pino di 20 metri crollato all’Infernetto, in via Ermanno Wolf Ferrari. Via Appia Nuova, via Einaudi, viale Tito Livio a Roma nord (è crollata una quercia), la lista delle strade vittime di alberature precipitate è lunghissima. Decine le auto distrutte da rami e alberi, ma l’emergenza ha provocato anche feriti: una donna colpita da parte di un albero in via Einaudi mentre aspettava il bus; due persone, di cui una grave, a Guidonia; ad Acilia, un platano ha colpito in via di Macchia Saponara un automobilista. E la lista purtroppo è destinata ad allungarsi.

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