Imbarazzante, la capitale affoga nei rifiuti. Di nuovo - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Imbarazzante, la capitale affoga nei rifiuti. Di nuovo

rifiutiromaMa non era già successo, non si erano prese le contromisure, non si era protestato abbastanza? A Roma non c’è logica. Viviamo in mezzo al degrado, allo sporco, ai cassonetti colmi di rifiuti e non succede niente, non scatta una reazione, non c’è una risposta. Incredibile. Quando si sente un camion dell’Ama in azione si è portati all’applauso, ma sono fuochi di paglia, non succede niente. Succede invece che qualcuno rubi quei camioni (due in pochi giorni) e che decine di cassonetti siano stati mandati a fuoco. Segnali mafiosi? Una guerra sotterranea dei rifiuti in corso? Solo il solito Codacons alza la testa, sottolineando che non si tratta di una emergenza dal punto di vista del decoro, ma anche sotto il profilo igienico sanitario. Una situazione non più tollerabile anche in vista dell’arrivo dell’estate, che provoca miasmi ed aumenta il rischio di contrarre malattie dei cittadini: “In tutta la città, dal centro alle periferie, le strade sono invase da sacchi della spazzatura che si accumulano giorno dopo giorno e non vengono rimossi dall’Ama – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una situazione che genera un rischio igienico e sanitario, perché l’immondizia marcisce per giorni al sole attirando topi, insetti e volatili, e alimentando il rischio di malattie presso i cittadini. Per tale motivo – conclude la nota – se non saranno adottati immediatamente provvedimenti per rimuovere l’immondizia dalle strade, incrementando i turni di lavoro del personale Ama e vigilando sul corretto operato dell’azienda, saremo costretti a denunciare il sindaco Raggi e la stessa Ama per i rischi sanitari corsi dai residenti in relazione al pericolo di epidemie”. Tutto chiaro, ovvio, scontato. I giornali lo scrivono, siamo al limite. Ma l’inerzia del sistema è stupefacente, e se si insiste nel chiedere si ottengono anche risposte sgarbate, irritate. Come se il problema riguardasse altri. Quelli di prima?

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