LA NAVE SCUOLA VESPUCCI: UN ORGOGLIO TUTTO ITALIANO - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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LA NAVE SCUOLA VESPUCCI: UN ORGOGLIO TUTTO ITALIANO

amerigo_vespucciSono tante le eccellenze italiane di cui andar fieri; un po’ meno quelle che probabilmente percepiamo o ricordiamo. Ce n’è però una che nessuno può ignorare: la nave scuola della Marina Militare “Amerigo Vespucci”.

Si tratta infatti della nave più “anziana” in servizio nella Marina che, dopo la consueta (e doverosa) sosta lavori invernale finalizzata alla manutenzione e al miglioramento delle strutture, riprende a navigare per svolgere la prima fase della Campagna d’istruzione dell’anno 2018 con il compito di addestrare gli allievi volontari in ferma prefissata quadriennale, della scuola sottufficiali de “La Maddalena”.

Durante il periodo a bordo gli 82 allievi marinai, di cui 25 nocchieri e 57 tecnici di macchina, saranno sottoposti in numerose attività didattiche e addestrative nell’ambito delle discipline marinaresche e della formazione etico-militare. Come ha ricordato il comandante Roberto Recchia “E’ un privilegio essere al comando di questa nave che lascia il segno. Gli allievi qui mettono in pratica ciò che hanno imparato in un anno di accademia e a bordo vedo la luce nei loro occhi”.

Ovviamente una realtà così affascinante e dura al tempo stesso non poteva essere sprovvista di un motto, volto ad incoraggiare ogni membro dell’equipaggio, diventando una vera e propria regola di vita: “Non chi comincia ma quel che persevera”, assegnato nel 1978; originariamente il motto era “Per la Patria e per il Re”, già appartenuto al precedente Amerigo Vespucci, sostituito una prima volta, dopo il secondo conflitto mondiale, con “Saldi nella furia dei venti e degli eventi”, infine con quello attuale.

La storia di questo maestoso Veliero risale al 1925, anno in cui si decise di sostituire l’omonima nave scuola della classe Flavio Gioia, un incrociatore a motore e a vela, ormai prossimo alla radiazione, che fu posto in disarmo nel 1928ed ormeggiato nel porto di Venezia per essere adibito ad asilo infantile, riservato agli orfani dei marinai.

La Vespucci (il cui numero d’identificazione è A5312)  fu progettata insieme alla gemella Cristoforo Colombo (sebbene di dimensioni leggermente diverse) nel 1930 dall’ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio navale e direttore dei Regi cantieri navali di Castellammare di Stabia, riprendendo i progetti del veliero Monarca, l’ammiraglia della Real Marina del Regno delle Due Sicilie.

La nave-scuola fu varata il 22 febbraio 1931 a Castellammare di Stabia. Partì allestita in tutto e per tutto il 2 luglio alla volta di Genova dove, il 15 ottobre 1931, ricevette la bandiera di combattimento nelle mani del suo primo comandante, Augusto Radicati di Marmorito. Il suo compito fu quello di affiancare la Cristoforo Colombo nell’attività di addestramento, e venne inquadrata nella Divisione Navi Scuola insieme alla Colombo e ad un’altra nave minore, facendo varie crociere addestrative nel Mediterraneo e nell’Atlantico; al termine della seconda guerra mondiale, per l’effetto degli accordi internazionali, la Cristoforo Colombo dovette essere ceduta insieme ad altre unità all’URSS, quale risarcimento dei danni di guerra.

Interessante sottolineare che dal 1946 al 1952 è stata l’unica nave scuola a vela della marina militare italiana fino all’entrata in servizio dell’”Ebe”, un brigantino goletta del 1921, acquistato dalla Marina Militare nel 1952. A partire dal 1955 è stata affiancata da un altro veliero acquistato dalla Francia e ribattezzato “Palinuro”. L’addestramento si svolge attraverso crociere d’istruzione che avvengono con itinerari diversi; in particolare questa nave scuola si è recata in Nord Europa trentasette volte, venti nel Mediterraneo, quattro nell’oceano Atlantico Orientale, sette in Nord America, una in Sud America ed una circumnavigando il Globo.

Ha spesso avuto il compito di “ambasciatore” sul mare dell’arte, della cultura e dell’ingegneria italiana, presentandosi in molti dei più importanti porti del mondo: Auckland (Nuova Zelanda) nel 2002 in occasione della 31ª edizione dell’America’s Cup, Atene nel 2004 per le Olimpiadi e Portsmouth, nel 2005, per la commemorazione della battaglia di Trafalgar.

Ventisei sono le vele di cui dispone la nave (oltre ai due motori diesel in grado di farle toccare i 10 nodi/19 km/h), tutte ancora in tela olona, le cime sono di materiale vegetale, e tutte le manovre vengono rigorosamente eseguite a mano; ogni ordine a bordo viene impartito dal comandante, tramite il nostromo, con il fischietto; l’imbarco e lo sbarco di un ufficiale avviene con gli onori al barcarizzo (l’apertura del parapetto di una nave, attraverso la quale si accede al ponte dall’esterno, mediante una scala o una passerella) a seconda del grado dell’ospite.

Nel 2006, in occasione dei 75 anni dall’entrata in servizio, ha ricevuto presso l’Arsenale militare marittimo della Spezia pesanti lavori di manutenzione con la sostituzione completa dell’albero di trinchetto per sopraggiunti limiti di usura. La ricostruzione è stata fedele al 100% all’originale, ricorrendo alle artigianali tecniche dell’epoca.

Questo gioiello che resterà a Civitavecchia fino a venerdì 15 giugno, farà ritorno a La Spezia per partecipare, dal 19 al 23 giugno, alla sesta edizione del Seafuture 2018. La navigazione proseguirà poi nel Mar Tirreno e nel Mar Ligure con le soste a Genova e Livorno, dove gli allievi saranno avvicendati da quelli della prima classe dell’Accademia nave di Livorno. Saranno loro i protagonisti, nell’Oceano Atlantico e nel Nord Europa, che porteranno l’eccellenza italiana e il prestigio delle forze armate in giro per il mondo fino a Reykjavík, in Islanda.

Dunque, ancora poche ore prima che la Vespucci solchi i mari del mondo. Per chi volesse visitarla ricordiamo che è ormeggiata presso la banchina Cialdi numero 8 del porto di Civitavecchia e gli orari di apertura per le visite a bordo sono i seguenti: mercoledì 13 giugno dalle 15 alle 20; giovedì 14 giugno dalle 17 alle 20; venerdì 15 giugno dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 20.

 

Stefano Boeris

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