SPALLANZANI - “Far conoscere la malattia per curarla e prevenirla” - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

SPALLANZANI – “Far conoscere la malattia per curarla e prevenirla”

Il significato della iniziativa che coinvolge in due giornate l’Istituto di via Portuense, cardine del sistema “difensivo” italiano nei confronti delle malattie infettive. Laboratori aperti ai cittadini, agli alunni delle scuole per far capire come lavorano i ricercatori, come nascono terapie e modelli di intervento. L’annuncio: “Il 7 ottobre prima edizione del premio Scienza Madre, daremo un riconoscimento a tre scienziati donne di caratura mondiale, per lanciare un segnale importante”

branca2Si parte con un “aperitivo scientifico” e con una serie di interrogativi di strettissima attualità in una stagione che vede scattare diversi campanelli d’allarme legati alle malattie infettive e si prosegue con visite guidate ai laboratori più avanzati e inaccessibili, con coinvolgenti esperimenti e con lezioni sul campo (scientifico). Dopo l’esperienza dello scorso anno l’Inmi Spallanzani apre nuovamente le porte ai cittadini romani, puntando ad una partecipazione elevata di studenti che stimoli il desiderio di capire, di approfondire. Lo spiega bene Marta Branca, direttore generale di uno degli Irccs (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) più antichi e prestigiosi d’Italia. “Abbiamo deciso di aprire anche quest’anno le porte dei nostri laboratori al pubblico degli utenti, adulti e ragazzi per far conoscere in un momento di particolare allarme per la recrudescenza di alcune malattie infettive nel nostro paese per rappresentare e far conoscere la realtà del nostro istituto, un punto di riferimento nazionale fondamentale per chi lavora in questo ambito, dove non solo si assistono e si curano i malati ma si fa ricerca. Si lavora per il futuro, in sostanza, per la prevenzione”
Rispetto allo scorso anno, par di capire scorrendo il programma, si farà di più e meglio…
“L’esperienza dello corso anno è stata per noi uno stimolo per organizzare una nuova edizione più ampia dell’iniziativa, sviluppandola in due giornate distinte, la prima nella quale si pongono degli interrogativi e la seconda nella quale si conducono per mano gli ospiti alla ricerca di soluzioni. Abbiamo fatto degli sforzi importanti con le scuole per coinvolgere gli studenti, speriamo che la risposta sia positiva. Si parte mercoledì 26 settembre alle ore 18, con un aperitivo scientifico sul tema delle epidemie. Alcuni scienziati si confronteranno con il pubblico sull’allarmismo che il tema epidemiologico può provocare. E’ previsto un siparietto con interviste reali e immaginarie che aiutino a comprendere il rischio pandemia. Sarà un esperimento interessante”
Lei ha parlato del coinvolgimento dei più piccoli. Avete trovato sensibilità da parte dei docenti e dei genitori?
Abbiamo riscontrato entusiasmo e interesse. La risposta è sempre molto positiva. Abbiamo organizzato laboratori per bambini a partire dai 9 anni, anche se spesso ci sono bambini più piccoli. Sarà un’esperienza interessante ed educativa per tutti. Come dicevo prima noi lavoriamo per il futuro. Curiamo i malati con sistemi innovativi testati dalla nostra ricerca, l’obiettivo finale è la prevenzione, è quello di evitare, contenere, contingentare ogni possibile elemento di epidemia”
Andiamo avanti con il programma…
“Il 28 settembre dalle 18 fino a mezzanotte, ci sarà una serie di visite, di mostre interattive, di giochi didattici che insegneranno le cose più interessanti e curiose della ricerca, facendo toccare con mano ai visitatori gli strumenti dei nostri ricercatori. I partecipanti potranno assistere ad esempio alla simulazione del trasporto di un paziente grave in ambulanza. Non mancheranno conferenze per approfondire i temi nei diversi percorsi prescelti. Diciotto, per la precisione, all’interno dei quali i ricercatori useranno termini scientifici ma al contempo comprensibili a tutti. Già lo scorso anno i nostri ricercatori hanno dimostrato di essere delle persone capaci di utilizzare un linguaggio a prova di bambino, mettendo a disposizione la loro esperienza di professionisti dotati di una passione e attenzione davverocommoventi. Ci sarà la possibilità di fare un viaggio all’interno della cellula, nel corpo umano; ci sarà la possibilità di conoscere la zanzara, la tubercolosi, i batteri. Una esperienza che speriamo resterà a lungo impressa nella memoria”
Voltiamo pagina. Nel mondo della ricerca sta emergendo prepotente la figura femminile. Donne e scienziate, insomma..
“ E’ proprio così, sono tante e autorevoli le ricercatrici donne nel mondo. Portano avanti studi audaci e producono risultati importanti. Proprio per sottolineare questo aspetto lo Spallanzani ha creato un premio, lo ha chiamato Scienza Madre, e pochi giorni dopo la notte dei ricercatori darà vita alla prima edizione premiando alcune scienziate di livello mondiale. L’iniziativa vuol essere un riconoscimento e un segnale. La maggior parte dei ricercatori che faticano nei laboratori sono donne che con passione riescono a coniugare la loro attività di ricercatrici con le esigenze private e familiari. Sono quelle donne che si occupano non solo dei propri figli, ma anche degli anziani. Sono donne che lavorano e studiano per diverse ore ogni giorno. Noi desideriamo riconoscere il loro ruolo e valorizzarle, perché si affermano nel mondo del lavoro e della cultura e perché simbolicamente – in quanto donne – rappresentano il futuro”
Chi sono le scienziate che premierete?
Si tratta di Lucia Banci, Professore Ordinario Chimica Università di Firenze, Emmanuelle Charpentier, Direttore e membro scientifico del Max Planck Institute of Infection Biology di Berlino eLaurence Zitvogel, Professore di Immunologia/Biologia presso la facoltà di medicina dell’Università di Parigi e direttore scientifico presso il dipartimentodi immuno-oncologia, Institut Gustave Roussy. Scienziate di caratura mondiale, come dicevo, che hanno accettato di buon grado il ruolo di apripista per il premio Scienza Madre. La premiazione avverrà domenica 7 ottobre presso il nostro Istituto”
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