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PRATI – Dopo dieci mesi il giardino di via Sabotino riapre con i nuovi giochi

A febbraio il Campidoglio li aveva portati via perché pericolosi e aveva chiuso in parte il piccolo parco. Sul lungotevere Arnaldo da Brescia ripulite dai volontari le aiuole all’altezza del cantiere

sabotinoLo sguardo che si illumina di Francesco, 3 anni, nel vedere di nuovo aperto il giardino di via Sabotino spiega meglio delle parole quanto i bambini di Prati amino questo loro piccolo parco, da oggi di nuovo con altalene e giochi. E i ciclamini, per volontà di una serie di associazioni di cittadini, adornano finalmente le aiuole del lungotevere Arnaldo da Brescia, circondate da anni delle lamiere del cantiere.

C’è stata una vera festa per la riapertura del parchetto di via Plava, sbarrato in parte da febbraio: il Campidoglio aveva portato via i giochi perché pericolosi, decisione che aveva provocato la rivolta dei genitori. È solo grazie a un complesso accordo tra il I Municipio, la Regione Lazio e l’Ater proprietaria del terreno se i giardini sono stati riaperti con tutto il loro giochi. Risistemata la discesa di ingresso, ripristinate le quattro altalene, innalzato in un angolo un palchetto con i soldi del Municipio, protetti da una staccionata casette, scivoli e tutto quello che è necessario perché i più piccoli possano divertirsi un po’. La presidente del comitato «Amici di via Plava», Eleonora Piraino, nel suo racconto ha ringraziato tutti, mentre il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha detto: «Questa volta nel bandire un’opera pubblica c’è stato anche un po’ di interesse privato: perché io venivo qui con le mie figlie e i miei genitori e vi ho passato i momenti più belli. A volte in questo paese è importante fare le cose semplici, così tornerà anche una nuova coesione sociale nel quartiere».

Per la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi «quando le istituzioni collaborano tra loro e con i cittadini i risultati si ottengono». Così come si è visto, sempre oggi, in lungotevere Arnaldo da Brescia, dove i volontari di Amuse, Retake, Mare Vivo, comitato Don Minzoni e «Margherone fa cose» hanno ripulito le aiuole, falciato, piantato e ridipinto. Si rivede così finalmente la pietra dedicata ad Antonio Varisco, il carabiniere ucciso in quel punto dalle Brigate Rosse e circondata dalle erbacce. Tra i volontari Paola Rossi, consigliere Pd del II Municipio, che lancia una speranza per i lavori del parcheggio: «È stata approvata una variante che ha permesso di risolvere il problema della grande fognatura che passava qui sotto. Adesso il provvedimento deve passare in giunta in Campidoglio e poi si potrà andare avanti con i lavori ». E chissà che finalmente dopo dodici ani qualcosa non accada sul serio.

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