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Bambina di 5 anni muore soffocata da un wurstel dopo tre giorni di agonia

gemelliromaLa macchina carica di giocattoli e di pacchetti natalizi e una croccante sfoglia di rustico col wurtel nelle mani. A Matilde, cinque anni, è bastato un boccone di traverso, un colpo di tosse, dopo una passeggiata di coccole e regali a un centro commerciale, a Roma sud, per morire sotto gli occhi atterriti dei genitori. La corsa in un ospedale e poi ancora in un altro, tre giorni di agonia, e poi, giovedì, la fine di ogni speranza. Asfissia da hot dog. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma non ci sono indagati.

Per una famiglia romana, quartiere Fidene, l’incubo senza fine è cominciato all’improvviso, lunedì. Il papà alla guida, la mamma accanto, e Matilde e la sorellina di due anni, sui seggiolini dietro. Matilde ha fame e mordicchia un rustico. Il pezzetto di hot dog però le va di traverso, non scivola più giù. E allora i genitori arrestano la marcia, si precipitano a soccorrerla, tentano di fare manovre per farle espellere il boccone, ma tutto si rivela inutile. La piccola diventa violacea. Quindi scatta la corsa all’ospedale più vicino, al Sant’Andrea, dove i medici però, constata la gravità, fanno scattare il trasferimento d’urgenza al policlinico Gemelli, con un reparto di terapia intensiva pediatrica all’avanguardia.

I danni, però, sono irreparabili. La piccola dal coma profondo non si risveglierà più.
E quando i medici si sono dovuti arrendere e dichiarare la morte cerebrale ai genitori della piccola, a loro non resterà che compiere l’ultimo atto di amore: donare gli organi. Un piccolo cuore, fegato e dei reni che potranno servire a salvare altri bambini, a far smettere di piangere altri genitori, sono stati quindi prelevati. Il pm Mario Palazzi ha comunque deciso di procedere all’autopsia. Accertamenti di rito, per verificare le circostanze della disgrazia, i tempi dei soccorsi. Anche l’apertura dell’inchiesta, per omicidio colposo, potrebbe rivelarsi solo un atto dovuto.

Era già capitato a Davide, quasi quattro anni, di morire tradito da un pezzetto di wurstel. Una sera dello scorso maggio, a casa. Il bambino di Guidonia, alle porte della Capitale, ai primi morsi era rimasto fiato. Non respirava più quando il papà e il nonno, in una corsa disperata, sono arrivati nella Croce blu a qualche chilometro, dove è stato rianimato dopo più di 20 minuti di manovre e trasportato in condizioni gravissime al Gemelli. «Sembrava aver ripreso a respirare».

Era già capito anche a Francesco, morto nel 2014, ancora più piccolo, tre anni da compiere. Un bambino di Fonte Nuova, vicino Roma, soffocato da un hot dog comprato al ristorante Ikea di Porta di Roma. La mamma puntò il dito contro la mancanza di una guardia medica. Francesco restò per venti minuti in balia di manovre inutili. Il pm Alberto Galanti, che aveva aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, però, dopo autopsia interrogatori e riscontri, aveva archiviato il caso. Era emerso che a causa di un vuoto normativo al momento non c’era norme che obbligavano i centri commerciali a dotarsi di un centro di prima assistenza per clienti e visitatori.
Per evitare il soffocamento è importante agire subito e con le mosse giuste. La manovra di Heimlich nei bambini è l’unica liberatoria. Alcune scuole si stanno attrezzando con corsi di primo soccorso per i docenti.

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