IL TRICOLORE COMPIE 222 ANNI - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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IL TRICOLORE COMPIE 222 ANNI

bandiera-italiana-astaDuecentoventidue anni e non sentirli! È questo il caso dei tre colori più famosi d’Italia che formano la nostra Bandiera: Verde, Bianco e Rosso. Il 7 gennaio è la data in cui si celebra la “Giornata nazionale della Bandiera”, istituita 22 anni fa (legge nº 671 del 31 dicembre 1996) al fine di ricordare la nascita del Simbolo Italiano.

Il Palazzo del Quirinale e la città di Reggio Emilia sono i due luoghi in cui prenderanno il via le cerimonie ufficiali che avranno poi sviluppi anche in altre città italiane.

Quest’anno i “protagonisti” della “Giornata” saranno i membri dell’ANCRI (Associazione nazionale insiginiti dell’Ordine al Merito della Repubblica n.d.r.) che, da tempo, si prodiga a promuovere il decoro della Bandiera attraverso due progetti: “Viaggio tra i valori e i simboli della Repubblica” e “Decoro del Tricolore”.

I festeggiamenti si estenderanno su tutto il territorio nazionale (Messina, Foggia, San Giovanni Rotondo, Catania, Pisa ecc.) e non solo. Anche a Valencia, ad esempio, l’ANCRI di Spagna ha deciso di dare il via ad una celebrazione del Tricolore il 12 gennaio, in accordo col Consolato d’Italia.

Ma quali origini ha la nostra Bandiera e cosa rappresentano quei tre colori? Il Vessillo italiano venne adottato per la prima volta, in via ufficiale come bandiera nazionale, proprio a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 da parte di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana, sulla scia degli eventi legati  alla rivoluzione francese (1789-1799) che, tra i suoi ideali, riconosceva l’autodeterminazione dei popoli. Qualche anno prima, nel 1794, due ragazzi bolognesi, Giovanni Battista De Rolandis e Luigi Zamboni, forti di questi sentimenti, cercarono di attuare una sollevazione popolare contro il potere pontificio che dominava la città di Bologna. Presero dunque come spunto il fregio francese, cambiandone il colore blu in verde. Ma i colori nazionali comparvero per la prima volta a Genova su una coccarda tricolore il 21 agosto 1789, anticipando di sette anni il primo stendardo militare verde, bianco e rosso, adottato dalla Legione Lombarda l’11 ottobre 1796.

Col tempo ai tre colori fu data un’interpretazione romantica e mutevole nei decenni: durante il periodo napoleonico, le tinte hanno acquisito, per la popolazione, un significato idealistico: il verde la speranza, il bianco la fede e il rosso l’amore; altra ipotesi che tenta di spiegarne il significato vorrebbe, senza basi storiche, che il verde sia legato al colore dei prati e della macchia mediterranea, il bianco a quello delle nevi delle montagne italiane e il rosso al sangue di frontiera versato dai soldati italiani nelle molte guerre a cui hanno preso parte. Una teoria, in questo caso totalmente infondata, farebbe derivare il tricolore dalla pizza Margherita, chiamata così in onore della regina Margherita di Savoia, i cui ingredienti principali dovrebbero richiamare i tre colori nazionali italiani, ovvero il verde per il basilico, il bianco per la mozzarella e il rosso per la salsa di pomodoro: ciò sarebbe impossibile, visto che l’invenzione della pizza Margherita risale al 1889

A partire da quel lontano 7 gennaio di fine ‘700, l’orgoglio popolare per la bandiera italiana crebbe costantemente, sino a trasformare il tricolore in uno dei simboli più importanti del periodo Risorgimentale, che culminò il 17 marzo 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia. Quel giorno, le cromature assunsero il ruolo di emblema nazionale. La bandiera ha attraversato più di due secoli di storia d’Italia restando sempre motivo di orgoglio soprattutto per i connazionali residenti all’estero.

Nel corso dei secoli la striscia bianca centrale ha “ospitato” motti e simboli che sono mutati in corrispondenza con i cambiamenti storici che il Bel Paese andava affrontando; la frase “Unione, Forza e Libertà!!” durante il periodo della “Giovine Italia”, la Triscele durante il Regno di Sicilia dal 1848 al 1849, l’Armoriale di Casa Savoia con la Croce bianca su sfondo rosso e bordo azzurro, voluto da Carlo Alberto nel 1848 su cui verrà posta la corona alla nascita del Regno d’Italia nel 1861 sino al 1946, l’Aquila come simbolo di guerra della Repubblica Sociale Italiana fino all’attuale striscia bianca priva di simboli.

Una storia dunque affascinante e che ognuno di noi dovrebbe sentire parte di sé, delle proprie radici storico-culturali. Purtroppo, oggi sembra che il tricolore assuma un’importanza soltanto durante gli eventi sportivi (quelli calcistici in modo particolare) o in qualche altra sporadica situazione.

Dovremmo invece avere un maggior senso del concetto di “Patria” e orgoglio per la nostra Nazione. Tutto ciò può nascere solo dai banchi di scuola e dalla reintroduzione dell’Educazione Civica posta come base per la formazione dei cittadini di domani.

Auguri dunque attraverso una strofa presa in prestito dal film di Luigi Comencini “Cuore” che recitava così: “Mamma fammi baciare il Tricolore, simbolo della bella Patria mia, lasciamelo tenere stretto al cuore, perché nessun possa portarlo via […] viva l’Italia, viva il Tricolor!!!”

 

Stefano Boeris

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