Clochard travolto e ucciso a Roma, fermata la donna alla guida dell'auto pirata. "Non mi sono accorta di nulla" - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Clochard travolto e ucciso a Roma, fermata la donna alla guida dell’auto pirata. “Non mi sono accorta di nulla”

clochardSono state le telecamere di sicurezza a portare gli agenti della polizia Locale al pirata della strada che all’alba dello scorso 7 gennaio in Corso Italia ha travolto e ucciso, il clochard di 73 anni, Nereo Gino Murari.

Si tratta di una italiana di 56 anni, R.D.L., addetta alle pulizie in alcuni uffici di via Veneto, gia fermata e accompagnata negli uffici del comando generale e a seguito dell’interrogatorio condotto dal sostituto procuratore G.B. Bertolini, che ha diretto le indagini fin dall’inizio, alla donna sono stati contestati il reato di omicidio stradale, con fuga ed omissione di soccorso.

La donna avrebbe detto di non essersi accorta di nulla.  “Ho sentito che qualcosa era finita sull’auto, ma non pensavo fosse una persona” si sarebbe giustificata. Gli agenti della polizia locale per risalire al ‘pirata della strada’ hanno visionato oltre 60 ore di registrazioni di telecamere ricostruendo cinque chilometri di percorso effettuato dalla macchina in circa 2 ore. A causa del buio la targa non era visibile. I vigili hanno accertato il punto esatto in cui quella macchina scura era stata parcheggiata e ieri, dopo un appostamento, sono risaliti alla proprietaria che effettua le pulizie in alcuni uffici in zona. L’auto è stata posta sotto sequestro. A quanto riferito sarebbero stati sostituiti un tergicristallo e il parabrezza.

Le indagini erano scattate subito dopo l’incidente, con fuga ed omissione di soccorso sono iniziate, da parte degli agenti  della Polizia giudiziaria. Partendo dall’analisi approfondita di un filmato acquisito nelle ore immediatamente successive e attraverso un’attività di ricerca, è stato possibile ricostruire l’intero percorso effettuato dall’investitrice a bordo  di una Smart scura che quella mattina mentre andava al lavoro in via Veneto, ha travolto l’uomo per poi darsi alla fuga.

Intanto la morte del clochard aveva commosso e addolorato il quartiere in cui viveva da tempo: Nereo, originario di Verona,  aveva lavorato come carpentiere in giro per il mondo dall’ Arabia Saudita, Germania, Iran, Libia, Russia, Somalia. Poi, dal 1998, la vita in strada, a Roma, prima nei giardini di piazza Mazzini, poi in una tenda a Corso d’Italia con l’inseparabile cagnolina Lilla, che ne ha vegliato il corpo senza vita subito dopo il terribile impatto.

Amante dei libri, gentile e sempre sorridente, Nereo era una presenza molto amata da tutti i residenti del quartiere che subito dopo l’incidente si sono mobilitati soprattutto per trovare una nuova a casa a Lilla, adottata poi dal portiere di uno stabile della zona che gli aveva promesso di prendersene cura se gli fosse accaduto qualcosa. Una promessa putroppo mantenuta dopo il terrbile schianto in una gelida mattina di gennaio

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