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Coppa Italia, Fiorentina-Roma 7-1: Chiesa show, giallorossi travolti

fiorentina-roma7-1La meraviglia viola e la vergogna giallorossa. Tutto in una partita, tutto a Firenze, con la squadra di Pioli che strappa il pass per la semifinale di Coppa Italia e quella di Di Francesco che trova probabilmente la sua giornata più brutta di sempre. Umiliata in campo e fuori, sbeffeggiata dai tifosi viola e insultata dai suoi, la Roma ha incassato altri sette gol (e sono 12 nelle ultime tre gare), sintomo di una fase difensiva assolutamente da rivedere. Prestazioni da cancellare totalmente per Florenzi, Kolarov, Pastore e Dzeko, con Di Francesco che ora torna nuovamente a rischio. Dall’altra parte, invece, un Chiesa devastante e tanta brillantezza da parte di Mirallas, Muriel, Veretout e Benassi. Finisce con la viola in trionfo e la Roma a coprirsi il volto dalla vergogna

Che fosse una partita da luna park lo si intuisce subito, dopo appena 4’ di gioco, quando Chiesa impegna Olsen da lontano. Poi inizia il festival degli errori giallorossi. A sbagliare dietro sono Florenzi, Manolas e Kolarov, anche se poi il re degli errori è Javier Pastore, che gioca un primo tempo in cui fallisce praticamente tutto (ed in un paio di circostanze fa infuriare vistosamente Di Francesco). La Fiorentina, invece, è viva, frizzante, ha voglia di mettere presto la freccia. E ci riesce al 7’ proprio con Chiesa, al termine di una ripartenza nata da un errore a centrocampo di Pastore e proseguita con la complicità di Florenzi e Manolas. Bravo anche Mirallas nell’assist, esattamente come al 18’, quando il belga pesca in verticale sempre Chiesa (Kolarov immobile) che punta Olsen e lo supera con uno scavetto da applausi. Il 2-0 manda in visibilio il Franchi e affonda la Roma, che in realtà in precedenza aveva provato a reagire con Cristante (palo di testa su angolo). Il gol giallorosso però arriva al 28’ con un sinistro imprendibile dello stesso Kolarov, ma la gioia romanista dura poco perché 5 minuti più tardi è Muriel (deviazione decisiva di Nzonzi) a fissare il 3-1 grazie ad una bella iniziativa di Biraghi, che prima “scherza” Florenzi e poi serve il colombiano sul rimorchio da dietro. Il colombiano aveva avuto un’ottima occasione anche ad inizio gara, dopo 9’, quando a campo aperto è stato fermato in scivolata da Florenzi (stavolta bravo) prima che potesse puntare da solo Olsen. E proprio lo svedese nel finale evita il tracollo giallorosso, deviando in angolo un bel tiro da fuori di Chiesa. Insomma, le luci del luna park sono accese e scintillanti, anche se sono quasi tutte viola. Quelle giallorosse, invece, sono fioche e scolorite.

Di Francesco allora prova a cambiare le carte inserendo Dzeko e Lorenzo Pellegrini per Pastore e Nzonzi, passando di fatto al 4-3-3 (con Cristante regista). Chiesa prende subito una botta al ginocchio sinistro e diventa sofferente, dall’altra parte invece la Roma prova a stringere i tempi per riaprire il match e per un soffio non ci riesce con Zaniolo al 15’ di testa, ma Lafont è strepitoso in angolo. Così a chiudere la partita ci pensa Benassi al 21’: errore in disimpegno di Cristante, Muriel pesca Benassi che di destro brucia Olsen sotto le gambe. Il prosieguo è un battibecco lungo e a brutte parole tra Dzeko e Cristante, sintomatico del nervosismo che si vive in casa romanista. E infatti poco dopo Dzeko finisce sotto la doccia in anticipo per proteste e subito dopo Kolarov completa la sua prestazione negativa facendosi anticipare da Chiesa su assist di Benassi, con l’attaccante viola che sigla la sua tripletta personale. L’inferno per la Roma non è però ancora finito, perché arriva anche la doppietta di Simeone: prima su assist dell’ex Gerson, poi su quello di Veretout (in entrambe le occasioni male Florenzi). La Roma oramai è allo sbando totale e Manganiello gli risparmia le ultime lacrime, fischiando anche prima della fine. Finisce così. La Viola esulta, la Roma si interroga. Anche su Di Francesco e sulla sua tenuta della squadra.

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