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“Un organo per Roma”, sei appuntamenti tra febbraio e maggio

Banda_dei_CarabinieriOrgano protagonista nella Capitale. Dal 16 febbraio al 10 maggio sei gli appuntamenti nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia e nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano ai Fori Imperiali – tutti a ingresso gratuito – per la sesta edizione del Festival “Un Organo per Roma”.  Si tratta anche di un movimento di opinione a cui da diversi anni gli artisti che gratuitamente prestano la loro opera, e il pubblico stesso, partecipano per sollevare il problema della mancanza nella Capitale di un vero organo nel suo principale sito concertistico, l’Auditorium del Parco della Musica.   L’inaugurazione sabato 16 febbraio (ore 19, Conservatorio) affidata alla Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri diretta dal Maggiore Massimiliano Ciafrei, che torna al Festival con un programma coraggioso, che comprende l’esecuzione del Concerto in sol minore di Poulenc, in cui l’organo dialoga non con gli archi, ma con flauti, clarinetti, ottoni, con tutta una banda.   La rassegna di quest’anno presenta, accanto ai programmi più innovativi, come l’insolito abbinamento di due contrabbassi con l’organo (2 marzo, Conservatorio) ‒ in cui saranno rivisitati due celebri e divertenti brani del Maestro per eccellenza del contrabbasso, Giovanni Bottesini, vissuto nel XIX secolo ‒, anche un classico, l’integrale delle Sonate di Mendelssohn, che ascolteremo assieme ad alcune sue composizioni per soli e coro. I due appuntamenti dedicati a Mendelssohn (il 6 aprile e il 10 maggio) si terranno, anziché nella sede storica della Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia, nell’antica Basilica dei Santi Cosma e Damiano, cheha un’eccezionale acustica e ormai da qualche anno ospita alcuni degli eventi del festival.   Alla fine dell’Ottocento la musica d’organo nelle chiese ‒ soprattutto in Italia ‒ era contaminata dal melodramma a tal punto che persino nel momento dell’Elevazione non era inusuale ascoltare marcette e arie d’opera. Fu dunque necessario procedere ad una pulitura, una “purificazione” del repertorio liturgico. Così nacque la riforma ceciliana, qui testimoniata dal concerto (13 aprile, Conservatorio) dedicato all’organo in Italia, in cui si ascolteranno brani “riformati” accanto a composizioni contemporanee.   Il 4 maggio il Conservatorio ospiterà Mi Buenos Aires perdido: la doppia nostalgia, un omaggio alla memoria di Luis Bacalov, in cui l’organo, assieme ad un vero complesso tipico, si cimenterà con stilemi propri del tango. Oltre alla Suite Baires 1 di Bacalov ascolteremo in prima esecuzione assoluta il melologo che dà il titolo alla serata, recitato da Andrea Giordana su testo di Cesare Mazzonis, musica di Giorgio Carnini.   “Un organo per Roma” è ideato da Giorgio Carnini e promosso dalla Camerata Italica in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, il Conservatorio Santa Cecilia, l’Istituzione Universitaria dei Concerti, e da quest’anno l’Associazione Nuova Consonanza e con il patrocinio della Dante Alighieri e dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

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