Inquinamento dell’aria a Roma, tutelare la salute dei cittadini - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Inquinamento dell’aria a Roma, tutelare la salute dei cittadini

inquinamentoChi è nato e vive a Roma da molti anni come il sottoscritto ha potuto seguire e verificare cosa significhi quel complesso di gas di scarico, particelle sottili, ossidi di azoto, oli combusti e amianto dei freni che va sotto il nome di smog, un neologismo entrato nella storia a Londra nel dicembre 1952 quando un insieme di nebbia e scappamenti di veicoli e impianti di riscaldamento (i famosi caminetti a carbone) provocò 4.000 (chi dice 10.000) morti per danni cardiaci e polmonari. Secondo un recente studio della onlus Cittadini per l’Aria, ogni anno a Roma si registrano 120 morti premature per il superamento dei limiti per il biossido d’azoto e le particelle sottili, in gran parte prodotti dal traffico veicolare in una città che detiene il record di 3.300.000 autoveicoli più 370.000 motocicli. La decisione della sindaca Raggi di vietare la circolazione a diesel Euro 3, pur se farà molto discutere i proprietari di vetture non giovanissime, risponde alle esigenze di tutelare la salute di un popolazione anch’essa di età avanzata. Dal tempo della prima crisi petrolifera del 1973 decisi di muovermi in città solo in bicicletta, nonostante abitassi in cima ai Monti Parioli e lavorassi a Italia Nostra, in corso Vittorio Emanuele. Finchè, nel 2000, continui accessi di tosse mi indussero a fare una radiografia.

Quando mia moglie andò a ritirarla, il radiologo le disse: «Suo marito fuma troppo. Gli dica di smettere». Non ho mai fumato in vita mia. Per sostituire la bici (me ne rubarono 7) fino al 2016 affidai le esigenze di mobilità a un «cinquantino». Fino a che un incidente di scooter di mia moglie, quasi coetanea, e problemi di salute da addebitarsi a inquinamento veicolare e riscaldamento condominiale (molti ancora a olio pesante e perfino a carbone!) mi convinsero di abbandonare le due ruote. E, quando indispensabile, ricorrere al tassì, anche perché l’uso dei mezzi pubblici era problematico e non adatto alle mia possibilità motorie. Un necessario miglioramento della rete di mezzi pubblici, oggi poco all’altezza di una Capitale europea, favorirebbe la necessaria opera del Comune in direzione dei pur esangui limiti previsti dalla recente Conferenza sul clima di Katovice

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