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CONSIGLIO DI STATO – Condannata la Regione, maxi risarcimento alla ex Dg di Frosinone Isabella Mastrobuono

mastrobuonoPer ora il braccio di ferro finisce qui. Isabella Mastrobuono, cacciata dalla poltrona di direttore generale della Asl di Frosinone a metà del suo mandato ha vinto la sua battaglia legale e la Regione dovrà pagarle arretrati e risarcirla del danno subito. Il Consiglio di Stato le ha dato ragione su tutto, riabilitandola completamente. Ma non tornerà a Frosinone. La III sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 1671, pubblicata mercoledì sera ha detto in sostanza che non c’era motivo per metterla alla porta dal suo ufficio di Direttore Generale della Asl.I giudici l’hanno reintegrata ‘ora per allora‘: significa che è come se avesse completato i diciotto mesi di mandato che erano previsti dal suo contratto con la Regione Lazio. Glieli dovranno pagare dal primo all’ultimo giorno come se avesse lavorato: stipendio, contributi previdenziali, rivalutazione, interessi legali compresi. In totale forse 300mila euro. E la ex manager di Frosinone potrà chiedere, a parte, l risarcimento dei danni morali e di immagine che quella cacciata le ha provocato. E la Regione potrà essere perseguita per il danno erariale. Finisce qui, i giudici, per evitare di essere chiamati di nuovo per questa storia, hanno già indicato il Commissario che dovrà procedere in caso di inerzia o pigrizia della Regione Lazio nell’applicare la sentenza. Se tutto non sarà andato a posto entro 90 giorni sarà il dg della Asl Roma 1, Tanese, a vigilare come commissario ad acta sulla vicenda fino alla sua corretta conclusione.
La vittoria dell’unico Dg della storia sanitaria recente del Lazio ad essere stato sollevato dall’incarico in sostanza per ora è di carattere morale ed economica. La Mastrobuono, tecnico esperto e competente, durissimo, una roccia sul piano della gestione in sanità è allieva del compianto prof Elio Guzzanti, ha svolto ruoli di responsabilità nel mondo sanitario ed è stata ripetutamente utilizzata dai governi passati come sub-commissario per gestire situazioni delicate. Ha presentato domanda per concorrere alle sei poltrone di direttore generale che si liberano in questi giorni e ovviamente ha tutti i titoli per affermarsi. Ma difficilmente la Regione coglierà l’occasione per rimettere in ordine le cose.

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