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Zingaretti non taglia le liste di attesa ma multa i malati

distretto-socio-sanitarioIl decreto a firma del commissario ad acta per la sanità del Lazio, Nicola Zingaretti, porta la data del 5 marzo 2019.

Il titolo è chiaro e non soggetto ad interpretazioni: “Procedura per il recupero dell’evasione dei ticket sanitari per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e farmaceutica relativamente agli anni 2011/2018”.

32 pagine scritte fitte.

Entro il 15 giugno 2019 sarà effettuata la postalizzazione degli  avvisi bonari tenendo in considerazione l’estensione del periodo di recupero delle somme fino al 2018 compreso.

Una solerzia quella da parte del presidente e commissario ad acta della Regione Lazio che stona, e non poco, con i tanti, tantissimi disservizi che costellano la sanità nel Lazio.

A partire dalle lunghissime liste di attesa che vedono, solo a Latina, ben 15 prestazioni su 25 inaccessibili costringendo i cittadini, almeno quelli che possono permetterselo, a rivolgersi al privato o a far ricorso all’intramoenia.

Non va meglio per lo stato di salute in cui versano i Pronto soccorso come quello del Santa Maria Goretti di Latina dove i locali adibiti alle cure sono segnati da letti improvvisati, personale medico ed infermieristico sull’orlo di una costante crisi di nervi, e ambulanze bloccate.

Ma su questo Zingaretti non proferisce parola.

Ed anzi, nel decreto, mette, nero su bianco, che l’esigenza di procedere all’attuazione del piano di recupero dei ticket sanitari, non corrisposti per false o errate attestazioni di esenzione per motivi di reddito, “va attuato anche per superare l’indebito vantaggio conseguito a scapito dell’equo utilizzo delle risorse destinate a garantire i livelli essenziali di assistenza”.

Insomma alla fin dei conti la responsabilità dell’andamento al ribasso dei servizi di assistenza sarebbe da addebitare ai cittadini.

Quando si dice il paradosso di chi amministra, come al solito, ligio nell’applicare le sanzione e ad esigere i pagamenti dai cittadini ma con la memoria corta quando si tratta di dover erogare servizi degni di essere chiamati tali.

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