Giorno della Memoria, Mattarella: “Ricordare è un dovere di Civiltà” - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Giorno della Memoria,
Mattarella: “Ricordare è un dovere di Civiltà”

Il valore del ricordo perché un crimine come quello della Shoah non si possa ripetere

giorno-memoria_mattarella“Ricordare esprime un dovere di civiltà. La Costituzione ha cancellato le ignominie della dittatura ma non intende dimenticarle: per questo la memoria è un fondamento della Costituzione, contro l’arbitrio e la sopraffazione”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella nel “Giorno della Memoria”, in occasione delle celebrazioni ufficiali che si tengono al Quirinale, nel corso delle quali vengono premiate le scuole che si sono distinte nel concorso ‘I giovani ricordano la Shoah’, giunto alla sua 19/ma edizione.

“Nei salotti di tante parti d’Europa – ha continuato Mattarella – dove a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, si conversava, con irresponsabile civetteria, di gerarchia razziale, di superiorità ariana, di antisemitismo accademico, forse nessuno avrebbe pensato che si sarebbe poi arrivati un giorno a quella che fu crudelmente chiamata soluzione finale, ai campi di sterminio, ai forni crematori. Ma le parole, specialmente se sono di odio, non restano a lungo senza conseguenze. Quelle idee e quei pensieri grotteschi, nutriti di secoli di pregiudizi contro gli ebrei, rappresentarono il brodo di cultura -ha ricordato il Capo dello Stato- nel quale nacque e si riprodusse il germe del totalitarismo razzista”.

Il valore del ricordo perché un crimine come quello della Shoah non si possa ripetere. E il 27 gennaio, Giorno della memoria, rappresenta il momento di riflessione collettiva sulle atrocità commesse nei campi di sterminio nazisti. È il giorno in cui, nel 1945, Auschwitz si mostrò al mondo in tutta la sua drammaticità. Oltre sei milioni di persone tra donne, uomini, vecchi e bambini, furono uccisi solo perché ebrei. «I nostri popoli», si legge nel messaggio del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per la ricorrenza, «attraverso l’esercizio quotidiano del dovere della memoria, hanno l’obbligo morale di non dimenticare. E per questo devono continuare a portare a conoscenza delle nuove generazioni le sofferenze indicibili patite da milioni di persone, vittime di un crimine rivolto contro l’umanità da regimi razzisti e nazifascisti». «Ancora oggi – prosegue il ministro – nelle bacheche poste all’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz, i cumuli di occhiali, di pettini e di effetti personali sottratti ai prigionieri mostrano un anello della catena industriale dell’orrore e della distruzione sistematica di troppe vite umane. Quegli oggetti, e ancora di più le parole e le testimonianze dei sopravvissuti ai lager, rappresentano un monito severo che non potrà mai essere cancellato»

Ci sono ferite che non si rimarginano e che bisogna sempre ricordare perché la memoria è l’unico antidoto affinché l’orrore non si ripeta più». Lo afferma il ministro alle Politiche Giovanili e allo Sport Vincenzo Spadafora in un post su Facebook. «Il 27 gennaio 1945 – prosegue – si aprono i cancelli del campo dì concentramento di Auschwitz. A quel giorno è legato il ricordo del male più profondo della nostra Europa, quello della Shoah. La Memoria dell’Olocausto è la nostra Storia, che ci viene raccontata attraverso la voce e gli sguardi pieni di dolore dei sopravvissuti, come la senatrice Liliana Segre e molti altri che all’epoca erano bambini. Dal ripudio di quell’orrore è nata l’Europa democratica contro ogni forma di razzismo e antisemitismo. Valori che non dobbiamo mai dare per scontati, perché l’odio, purtroppo, esiste sempre. A noi, e soprattutto ai nostri giovani, – conclude Spadafora – il compito di tramandare cosa l’umanità è capace di fare. Perché ogni giorno è il giorno della Memoria»

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