Viterbo Civica: "Inutili i lavori del sottopasso, era meglio farli fare a noi" - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Viterbo Civica: “Inutili i lavori del sottopasso, era meglio farli fare a noi”

il vice sindaco di Viterbo Luisa Ciambella

il vice sindaco di Viterbo Luisa Ciambella

L’associazione Viterbo Civica ha contattato il vice sindaco di Viterbo Luisa Ciambella per ottenere delucidazioni circa il sottopasso di via Marconi che, dopo poco tempo dalla ristrutturazione, presenta intonaco danneggiato e vernice scrostata. “Non si tratta di un atto di vandalismo – si legge in un comunicato – ma dei lavori eseguiti ‘a regola d’arte’ dagli operai qualificati commissionati dal Comune. Saremmo curiosi di sapere quanto è stato speso per ottenere tale risultato impeccabile”. I Volontari di Viterbo Civica si sono resi protagonisti di iniziative di ristrutturazione che hanno già coinvolto più di un quartiere della città: molti gli antichi lavatoi ridipinti, tra cui quello degli Scotolatori del quartiere del Pianoscarano, “I nostri volontari sono spesso accusati di sottrarre lavoro alle ditte specializzate, ma alla vista di questi risultati ci chiediamo se non sarebbe stato preferibile far eseguire il lavoro a noi. La cittadinanza avrebbe risparmiato il costo della manodopera e della vernice. I lavori del sottopasso sono stati eseguiti con materiali non idonei e senza passione. I nostri volontari lavorano con l’obiettivo di migliorare la città in cui vivono e utilizzano materiali di prima scelta pagati di tasca propria”. Il vicesindaco Ciambella si è immediatamente attivata, spiegando che le ditte sono responsabili per dieci anni dei lavori svolti e che, se eseguiti male, dovranno essere corretti a titolo gratuito. Il consenso intorno all’associazione sta crescendo, anche perchè sembra essere riuscita a sensibilizzare molti cittadini riguardo la necessità di farsi custodi dei tesori artistici e storici della propria città. “C’è una grossa differenza – si conclude nel comunicato – tra chi fa le cose per amore e chi le fa per soldi”. Non si può che essere d’accordo e augurarsi che questo esempio virtuoso di cittadinanza attiva possa sensibilizzare anche gli abitanti della Capitale

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