PRATI/Dalla Calabria a Roma, ragazza senza lavoro chiede l'elemosina per l'affitto, all'uscita della metro - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

PRATI/Dalla Calabria a Roma, ragazza senza lavoro chiede l’elemosina per l’affitto, all’uscita della metro

elemosina - 1“Sono italiana. Devo pagare l’affitto. Non posso lavorare. Per favore, aiutatemi”. E’ scritto a caratteri cubitali sul cartello che stringe tra le sue mani Ambra (nome inventato, vuole mantenere l’anonimato, ndr), la ragazza 26enne che chiede l’elemosina davanti all’ingresso della metro Lepanto, a Prati. Lei, piccola di statura aspetta pazientemente tutte le mattine la bontà dei passanti. Avvocati, notai, impiegati dei tribunali che costellano Viale Giulio Cesare sono i suoi benefattori, che lasciano cadere con un tintinnio le monete nel suo piattino. Di loro lei conosce gli odori, i profumi, gli sguardi. Spera di rimediare qualcosa anche dagli studenti universitari, che però passano velocemente quasi ignorandola. Dai turisti riceve spesso anche qualche pezzo di carta e svolta la giornata. Non dice una parola, accenna talvolta qualche sorriso, e si limita ad esporre il grande cartello che ha tra le mani, che quasi la sovrasta, data la sua statura minuta. E’ vestita semplicemente ma ordinata, jeans e felpa blu, come fosse una divisa e tiene i capelli legati. Divide un appartamento con altre ragazze ad Anagnina, ha un affitto mensile di 400 euro più spese per una camera. E’ andata via di casa circa sei mesi fa, dalla Calabria sperando di trovare fortuna nella capitale. Una volta arrivata ha cercato lavoro come cameriera, colf, badante, ma invano. Così ha deciso di superare l’imbarazzo del primo impatto e si è calata nella parte, come sulla scena di un set cinematografico. Basta osservarla per un po’ per vedere che il suo piattino si riempie molto velocemente e prontamente viene svuotato nelle tasche. Ambra “lavora” solo la mattina, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 poi sparisce come un fantasma nella notte con il bottino della giornata. Quando va bene fa 100 euro in una mattinata quando va male arriva a 40. Ambra non vuole essere fotografata e fa segno di andare via, perché – dice – deve lavorare. Gli esercenti della zona la conoscono di vista, non si ferma mai a prendere un caffè o un panino nel bar vicino, nemmeno una bottiglietta d’acqua. I suoi genitori non sanno che è un’accattona, pensano che lavori nella reception di un albergo nel centro di Roma. «Non accetterebbero – racconta – e mi farebbero tornare a casa». Mentre parla, tiene continuamente lo sguardo fisso, in modo quasi compulsivo, sul suo piattino, come se contasse le monetine che contiene. Sono le 12.30, tra mezz’ora prende la metro per andare a casa. E domani si ricomincia. Alessandra De Gaetano

email

Bisogna effettuare il login per inviare un commento Login