“Raggio Verde”, “Fermate la discarica di Cupinoro” - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

“Raggio Verde”, “Fermate la discarica di Cupinoro”

Raggio Verde continua la sua battaglia per la legalità nella gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio.

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Il consiglio direttivo dell’Associazione Raggio Verde, da sinistra: Avv. Daniela Terracciano, Avv. Vittorina Teofilatto e l’Avv. Alessandro Di Matteo

Assieme ai componenti del Comitato stop discarica di Cupinoro ha impugnato la Valutazione di Impatto Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con esito positivo per l’apertura di una nuova discarica a Cupinoro.
Nonostante la collocazione di nuove discariche sia espressamente vietata sui terreni di Cupinoro, la Regione ha ritenuto, travisando la qualificazione dei terreni nel Piano Territoriale Paesistico Regionale, di rilasciare una V.I.A. positiva all’apertura di una nuova discarica, mentre avrebbe invece dovuto chiudere l’attuale.
Il provvedimento della Regione Lazio mira dunque a consolidare l’esistenza di una discarica in un’area sottoposta a svariati vincoli (Zona a Protezione Speciale di pregio naturalistico, soggetta a vincolo paesaggistico ed archeologico) e gravata da usi civici in favore della popolazione.
La nuova discarica è stata autorizzata senza nemmeno coinvolgere il Ministero dei Beni culturali e del turismo, nonostante il vincolo paesaggistico imponesse ciò e il parere del Ministero sia vincolante.
Allo stato è in corso la conferenza dei servizi finalizzata all’eventuale rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la nuova discarica.

I cittadini e Raggio Verde sono sul piede di guerra
E’ sconsolante dover affermare che, a distanza di oltre due anni tra gestione emergenziale dei rifiuti o meno, ancora non siano state individuati dalla Regione siti idonei ove collocare discariche che ricevano la frazione residua dei rifiuti urbani, non altrimenti recuperabile in materia e che l’unico modo per risolvere l’emergenza rifiuti sia quello di spostare da un gruppo di cittadini ad un altro i problemi ambientali e di salute connessi alla vicinanza della discarica.
E’ ora che gli organi istituzionali smettano di identificare la gestione dei rifiuti solo con il loro smaltimento in discarica o negli inceneritori e che avviino una gestione eco-compatibile dei rifiuti che comprenda la loro prevenzione, riutilizzo, riciclo, recupero in materia.

Una simile politica di gestione dei rifiuti, oltre che giovare all’ambiente ed alla salute, creerebbe posti di lavoro

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