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LO SFOGO/ Vincenzo Saraceni, presidente dimissionario si spiega

Quei servizi alla collettività vanno mantenuti

 

Vincenzo Saraceni

Vincenzo Saraceni

Il prof. Vincenzo Saraceni, fisiatra, docente universitario, prestato per un periodo alla politica (assessore alla Sanità) non l’ha presa bene, la brusca conclusione della vicenda Farmacap. Ha anticipato le mosse di Marino, dimettendosi. Ma è tutt’altro che di buon umore e pare non abbia gradito come abbiamo riportato la scorse settimana le sue dichiarazioni. Soprattutto per quanto riguarda la questione dei servizi sociali forniti da Farmacap e contestati come “peso”.  “L’azienda è un’azienda sociale, stanziata dove non c’è il privato, cioè in periferia – dice – Io penso che i servizi sociali vadano finanziati dal Comune, noi possiamo fare di più (ma abbiamo bisogno di mezzi, ndr). In passato avevamo un contratto di servizio con Roma Capitale, che ora andrebbe rinnovato. L’esigenza è che questi servizi vengano finanziati. Noi vogliamo farli, ma con il sostegno del Comune. L’unica cosa che credo non rientri nei servizi di Farmacap è l’asilo, dove non ci sono i figli dei dipendenti dell’azienda, è aperto al pubblico con una retta piuttosto bassa stabilita dal Comune, quindi non credo sia una vocazione di Farmacap. “

“Abbiamo scritto più volte all’Assessore chiedendo se il servizio di Teleassistenza, finanziato fino al 31 dicembre 2013, sarebbe proseguito – spiegaSaraceni – Abbiamo continuato a farlo chiedendo un nuovo finanziamento, che non arrivava. Ho scritto (personalmente, ndr) un  telegramma al sindaco dicendo che stavamo continuando a carico nostro. Il giorno dopo l’Assessore al Bilancio ci ha inviato una lettera di proroga del servizio fino al 28 febbraio 2014. Poi abbiamo ricevuto una nota si spiegava che non ci sono soldi in bilancio per queste attività, che se vogliamo possiamo continuare a nostra responsabilità. Il Direttore ha detto che così non è possibile. E siamo rimasti così, in attesa. Farmacap oggi segue circa duemila persone”.  “Ritengo  di aver fatto molto in quest’anno e mezzo di servizio per superare le criticità, ho sempre difeso l’azienda anche per la sua pubblicità, credo di aver dimostrato il mio attaccamento all’azienda, facendo questo servizio in piena gratuità, perché così era e così ho voluto che fosse”, conclude Saraceni. Su tutto questo il Comune non ha detto una parola.

(Raccolto da Alessandra De Gaetano)

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