Opera, vertice e cda: tutte le mosse per salvare il Teatro dopo l'addio di Muti | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Opera, vertice e cda: tutte le mosse per salvare il Teatro dopo l’addio di Muti

"Abbiamo organizzato questa conferenza stampa flash per evitare indiscrezioni. Con il sindaco c'è intesa totale", spiega Fuortes

Un incontro per il 2 ottobre e tanta serenità. Emerge questo a sentire il sindaco Ignazio Marino sul futuro del Teatro Opera di Roma, dopo l’addio del maestro Muti. «Abbiamo stabilito dopo una serie di colloqui anche con Franceschini e Zingaretti di incontrarci al ministero lunedì alle 8 per concordare una strategia», ha detto il sindaco primo cittadino. «La perdita di una figura come il maestro Muti ha addolorato tutti ma va rispettato il pensiero di un artista straordinario e al contempo va garantito il futuro di una delle istituzioni più importanti del nostro paese. Vogliamo arrivare al Cda del 2 ottobre con un piano preciso», ha proseguito Marino durante la conferenza stampa sul destino della struttura. «Abbiamo organizzato questa conferenza stampa flash per evitare indiscrezioni. Con il sindaco c’è un’intesa totale come con gli altri soci e abbiamo voluto esemplificarlo anche fisicamente. I problemi teatro sono straordinari e stiamo cercando soluzioni adeguate», sottolinea il sovrintendente del Teatro dell’Opera Carlo Fuortes. Dal suo canto il sindaco Marino si è detto «molto soddisfatto del lavoro che ha condotto Carlo» Fuortes sull’Opera. «Quando abbiamo chiamato Fuortes il teatro era stato portato a 12 milioni di euro di debiti. In un anno ha risanato i suoi conti, Caracalla è stata un successo. Rimane la ferita di alcune manifestazioni che purtroppo non si sono svolte come avremmo voluto. Immaginate l’imbarazzo di una Bohème che non si può svolgere con l’orchestra», ha aggiunto Marino. – «Che ci siano direzioni da parte di donne lo auspico nella maniera più assoluta, come il sindaco. Le direzioni devono essere allargate». Lo dice il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Carlo Fuortes. Il riferimento è a direzioni di singole opere. Quanto alla direzione musicale, «il direttore musicale non c’era prima – precisa -, dobbiamo decidere se chiederlo a qualcuno e a chi chiederlo. Non si tratta di sostituire Muti, che è e resta direttore onorario a vita del Teatro dell’Opera».Nonostante tutto il putiferio, ieri abbiamo incassato 101 mila euro. Ci sono 224 nuovi abbonati, quasi il 10% e la stagione inizia a novembre. Questo significa che il teatro è amato da molti cittadini. Avevamo paura per l’esito della campagna abbonamenti e invece sta andando benissimo. L’auspicio è di superare quelli dello scorso anno». Lo ha detto il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Carlo Fuortes. Ad una giornalista che gli ha chiesto se questo volesse significare, a suo avviso, che la presenza di Muti all’Opera fosse ininfluente, Fuortes ha risposto: «Gli spettacoli diretti da Muti sono sempre stati ‘tutto esauritò. Era una certezza assoluta. Faceva la differenza. Il problema è che il teatro è anche altro, il maestro dirigeva 2 opere l’anno, il lavoro va fatto sulle altre e su Caracalla. E io credo che possiamo avere risultati straordinari». Interpellato invece sul rapporto con sindacati, Fuortes ha detto: «In una struttura come l’Opera qualsiasi soluzione data deve essere poi confrontata con sindacati. Le relazioni sindacali sono un dato di fatto e non c’è dubbio che deve esservi un confronto». Cambieranno? «Sono stabilite da leggi e contratti che, restano quelli, quindi le relazioni sindacali restano le stesse». «Mi è stato chiesto di avere questo doppio incarico (come Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma e come amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma. ndr). Alla scadenza di questo anno non c’è disponibilità a tenere le due cariche. Farò una scelta, se mi sarà proposta». Lo ha detto Carlo Fuortes durante una conferenza stampa sul teatro dell’Opera di Roma.

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