Salario accessorio, Marino: "Premiare il merito". Ma con i lavoratori è braccio di ferro | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Salario accessorio, Marino: “Premiare il merito”. Ma con i lavoratori è braccio di ferro: nuovo sit-in

Dipendenti capitolini, maestre d’asilo e vigili urbani di nuovo in piazza del Campidoglio per dire no al nuovo contratto decentrato e in difesa del salario accessorio. Decine e decine di persone stanno manifestando sotto Palazzo Senatorio dove è in corso il tavolo tra amministrazione e sindacati. In piazza soprattutto maestre ed educatrici scolastiche, in particolari le supplenti. Tra i cartelli esposti ‘I bambini non sono una mercè, ‘Non sono solo un numerò, ‘Usa e gettà, ‘Ridatemi il mio futurò, ‘Il nido non è un pollaiò. Anche i caschi bianchi sono presenti: il III gruppo Nomentano ha srotolato uno striscione con l’immagine di Alberto Sordi nei panni del vigile Otello Celletti e la scritta ‘Sta mano po esse piuma o po esse ferrò.

«Credo che con i sindacati, o almeno con la maggior parte di essi, si sia raggiunto punto di intesa su tre parole: qualità, merito, produttività. Noi stiamo facendo tutti insieme, io spero – lavoratori, professionisti, sindacati e amministrazione – un passo epocale». Lo ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino interpellato sulla trattativa sul salario accessorio dei dipendenti comunali a margine di una cerimonia in via Ventotene. «Un passo che io fortemente voglio e del quale io credo si siano persuasi la maggior parte dei sindacato – ha aggiunto -, ovvero avere la possibilità di premiare anche economicamente chi lavora di più e che si spende di più per i servizi alle persone».  «Io capisco che il cambiamento è sempre difficile e questo è un cambio che spaventa, ma è un passo che dobbiamo fare tutti insieme Per avere una società e un’amministrazione più moderna». Lo ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino interpellato sulla trattativa sul salario accessorio dei dipendenti del Campidoglio a margine di una cerimonia in via Ventotene.

Nessun accordo sul salario accessorio. È ancora muro contro muro tra sindacati e Campidoglio. I primi insistono nel chiedere il ‘congelamentò del nuovo contratto dei dipendenti capitolini che entrerà in vigore dal primo dicembre. La richiesta avanzata è stata «ritirare ogni atto», altrimenti nessuna trattativa. A Palazzo Senatorio, invece, si è decisi ad andare avanti anche se c’è la «disponibilità a ragionare su alcuni punti contestati». Intanto lavoratori del Comune, maestre d’asilo e vigili sono scesi ancora in piazza al grido ‘Dimissionì. Dopo lo slittamento dell’incontro in Campidoglio ieri, a causa di un impegno «personale e improvviso» del sindaco, oggi Ignazio Marino, insieme al suo vice Luigi Nieri, ha visto le organizzazione sindacali. Una riunione-fiume, durata diverse ore ed aggiornata con un nuovo tavolo a domani. Una trattativa con fumata nera. I sindacati parlano di una «situazione di stallo»: «Abbiamo chiesto all’amministrazione – dicono Cgil, Cisl, Uil e Csa – che la convocazione di domani sia accompagnata da un atto che sospenda quello unilaterale altrimenti non ci siederemo al tavolo perchè non si può trattare mentre gli uffici mandano avanti l’atto. Quindi il provvedimento va sospeso per un mese, fino al 31 dicembre». A bocciare la loro richiesta il sindaco-chirurgo: «No, per noi non sarebbe serio». Ed aggiunge: «Domani analizzeremo i punti del documento che mi è stato sottoposto dai sindacati e sul quale riteniamo ci possano essere elementi di convergenza per arrivare alla firma di un contratto condiviso entro il 1 dicembre». E oggi sotto il Campidoglio dipendenti capitolini, maestre d’asilo e vigili urbani hanno fatto sentire la loro voce con una protesta al grido ‘Dimissionì. In piazza sono scese tantissime maestre ed educatrici scolastiche portando addirittura una bara di cartone, con tanto di crocifisso e lumino acceso e la scritta ‘È morta la scuola dell’infanzià. Tra i cartelli esposti ‘I bambini non sono bagagli basta con i taglì, ‘Maestre, educatrici e sindacati presenti, Marino assentè, ‘Stop allo sfascio della scuola pubblicà, ‘Grazie Marino, firmato il coordinatore dei nuovi poveri di Roma Capitalè. Un ‘assediò sonoro a Palazzo Senatorio con fischietti e urla ‘Dimissionì, ‘Vergognà , ‘Marino vattene a casà. Per domani intanto è stato convocato un nuovo tavolo. Ma sulla Capitale aleggia ancora l’ombra di uno sciopero con 24mila dipendenti pronti ad incrociare le braccia e il rischio di una paralisi degli uffici capitolini.

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