Crisi, sul piatto 150 milioni per il rilancio dell'industria. Zingaretti: "Su lavoro e imprese ce la faremo" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Crisi, sul piatto 150 milioni per il rilancio dell’industria. Zingaretti: “Su lavoro e imprese ce la faremo”

– Il Lazio ripensa la propria politica industriale e presenta una strategia che, con l’accordo sia degli imprenditori che dei sindacati, punta a rilanciare il manifatturiero aggiornandolo alle nuove tecnologie grazie a un pacchetto di interventi da 150 milioni. Obiettivo, guadagnare entro il 2020 due punti di pil sul settore, portandolo dal 6% all’8%. A dare il via al percorso, che entro l’estate dovrebbe culminare negli ‘Stati generalì della reindustrializzazione, sono stati stamattina il governatore Nicola Zingaretti con l’assessore allo Sviluppo economico Guido Fabiani, nel corso del convegno ‘Valore aggiunto Laziò all’Università Roma Tre. Le linee guida dell’intervento regionale, finanziate con fondi europei Por-Fesr, Fondo Pmi e Bilancio regionale, sono tre, a partire dal rilancio dei siti industriali dismessi, che i Consorzi industriali potranno acquisire e rivitalizzare a costi vantaggiosi (2 milioni di stanziamento). Nelle strategie della Regione sono al centro poi i territori e la loro progettualità, finanziata con 71 milioni per il riposizionamento competitivo dei sistemi locali, per le imprese che investono nelle aree ‘green’ e per i distretti industriali che fanno innovazione. Altri 77 milioni sono previsti per il sostegno alle reti di impresa, alla collaborazione tra multinazionali, Pmi e centri di ricerca, al consolidamento delle piccole imprese, nonchè per la riqualificazione dell’indotto Fiat e Alitalia. Un piano «di lungo periodo, un processo ambizioso, la ‘fase duè che vogliamo portare nel concreto» l’ha definito l’assessore Fabiani. «Il Lazio ce la farà – è certo Zingaretti – aumentano i posti di lavoro e le imprese, ed è esploso l’accesso al credito. Stiamo lasciandoci alle spalle l’idea di un Lazio sempre ultimo. Insieme al governo stiamo aprendo una fase diversa», ha aggiunto. E dal viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti è arrivato infatti apprezzamento «per l’innovativa impostazione della Regione Lazio», dopo gli accordi di programma su Frosinone-Anagni e su Rieti che stanno già dando segnali di una «inversione di tendenza». Parallelamente, ha spiegato l’assessore al Lavoro Lucia Valente, «partirà un tour per incontrare le imprese a cui faccio l’appello di puntare sui giovani sfruttando le possibilità offerte dalle politiche attive». La strategia, in ogni caso, è quella della concertazione e trova porte aperte sia dal presidente di Unindustria Maurizio Stirpe («il metodo è corretto, bisogna ascoltare il territorio dal basso»), sia di Cgil, Cisl e Uil, che per bocca del segretario regionale cigiellino Claudio Di Berardino hanno assicurato di voler «cogliere l’occasione per costruire le condizioni necessarie a un progetto di reindustrializzazione». Nella relazione del capo degli industriali e in quella del leader sindacale si trovano echi simili. Tracciano entrambi la topografia delle criticità (e in larga parte le mappe coincidono: Civita Castellana, il Reatino, l’agroalimentare), entrambi auspicano «il Piano rifiuti e il Piano trasporti». Ma mentre i sindacati propongono di «affrontare urgentemente il tema dell’occupazione giovanile e dei lavoratori che hanno perso il posto», gli industriali aggiungono alle ‘sei parole chiavè dell’assessore Fabiani – innovazione, territorio, reti, sostenibilità, semplificazione e lavoro – la «competitività, che passa anche per tempistiche certe» da parte del pubblico, e il «riequilibrio territoriale» tra Roma e le sue province.

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