Il museo urbano di Tor Marancia: murales sulle facciate dei palazzi | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Il museo urbano di Tor Marancia: murales sulle facciate dei palazzi

Un museo a cielo aperto le cui opere si scorgono man mano che ci si addentra nei cortili delle storiche case popolari del quartiere di Tor Marancia in quella che era periferia sud di Roma. In questa zona, ormai diventata semicentrale, 20 artisti internazionali hanno dipinto altrettanti murales sulle facciate degli immobili dell’Ater con l’aiuto degli abitanti che in quelle stesse case vivono. Ci sono voluti 70 giorni per la realizzazione di un’opera che, grazie alla vernice non deperibile, rimarrà visibile per molto tempo. A visitare l’area, e a tagliare idealmente il nastro inaugurale è stato il sindaco di Roma Ignazio Marino accompagnato dall’assessore alla cultura Giovanna Marinelli e dal patron della Fondazione Roma Emanuele Emmanuele, sponsor privato dell’iniziativa. «Vogliamo dare attenzione alle nuove centralità – ha spiegato Marino – e, anche con un bilancio difficile, vogliamo seguire la mission del Campidoglio e cioè concentrarci sulla manutenzione ordinaria e straordinaria di tutta la città perchè, per noi, Tor Marancia è importante come la passeggiata dei Fori Imperiali». All’iniziativa era presente anche Daniel Modigliani dell’Ater che ha ribadito «l’impegno per rimettere in sesto le case popolari anche se servono attività come queste per ridare vita al quartiere».

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Una risposta a Il museo urbano di Tor Marancia: murales sulle facciate dei palazzi

  1. Gabriele Calzuola 10 marzo 2015 a 10:20

    Tor Marancia è semicentrale? Vabbè e allora io abito al centro storico….comunque tenere in ordine le case popolari è un’atto dovuto e l’americano quando parla di manutenzione ordinaria della città, secondo me non pensa a rendere più belli i luoghi dove vivono i cittadini combattendo il degrado, ma ha in mente una serie di demolizioni/ricostruzioni all’americana e altro cemento, perchè per esempio alcune aeree verdi (non parlo dei parchi) dalle mie parti sono in totale stato di abbandono e degrado, ma c’è un cantiere ogni pochi metri e invece che fare parchi e far aumentare il valore dei quartieri, in ogni spazietto si costruisce una cagata e se magari in un determianto punto c’è un palezzetto abbandonato, invece che ristrutturalo lo si demolisce per ricostruire un grattiacielo. Buona iniziativa ma non è questo che mi farà cambiare idea riguardo l’americano.

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