Sistema educativo, la Pisana approva la legge | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Sistema educativo, la Pisana approva la legge

– Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha approvato la legge sul sistema educativo di istruzione e formazione professionale con trenta voti a favore e cinque contrari. Mercoledì prossimo si riunirà la capigruppo per calendarizzare la prossima seduta.- La legge, presentata dall’assessore all’Istruzione Massimiliano Smeriglio, disciplina in maniera organica il sistema educativo regionale dell’istruzione e formazione professionale. Un intervento che la Regione Lazio attendeva da alcuni anni dopo la sperimentazione successiva all’approvazione della legge n. 53 del 2003. Il sistema educativo si rivolge a oltre 10 mila ragazzi: si tratta di percorsi professionalizzanti per ragazzi di età tra i 14 e i 18 anni, che insieme alle scuole secondarie superiori e all’apprendistato, consentono di assolvere al diritto-dovere dell’obbligo scolastico. Le principali novità del testo di legge sono l’introduzione del quarto anno di corso con conseguente qualifica di quarto livello europeo per i ragazzi con possibilità di passaggio al sistema di istruzione superiore e conseguimento del diploma, e l’inserimento di progetti personalizzati contro l’abbandono scolastico. Si riconduce poi alla competenza della Regione la titolarità di tutte le funzioni, compresa la sottoscrizione della convenzione con gli organismi accreditati che sono chiamati a far parte del sistema regionale di istruzione e formazione professionale. Vengono introdotti gli indirizzi triennali della programmazione del sistema educativo regionale di istruzione e formazione professionale, la valutazione di qualità ed efficacia del sistema regionale di istruzione e formazione professionale e la disciplina della certificazione delle competenze acquisite, nell’ambito degli standard minimi nazionali. L’obiettivo della Regione è dare certezze agli enti, agli operatori e in particolare agli allievi tra i 14 e i 18 anni che scelgono un percorso di istruzione e formazione professionale invece di un liceo, di un istituto tecnico o di un istituto professionale statale. Questi studenti avranno la possibilità di rientrare nei Professionali statali al termine del triennio, se lo vorranno. Tre anni che daranno loro comunque diritto di conseguire una «qualifica» professionale e, insieme, assolvere l’obbligo scolastico fino a 16 anni. Quanti vorranno cercare di ottenere un ‘diplomà professionale regionale potranno iniziare, invece, i percorsi quadriennali. Previste azioni di orientamento e tutoraggio, tirocinio orientativo, percorsi individuali per i disabili, per chi proviene da altri Paesi o ha particolari difficoltà, oltre che azioni contro il bullismo. La legge punta, tra l’altro, a elevare il livello delle competenze, a contrastare la disoccupazione, a promuovere l’integrazione sociale degli stranieri e a sostenere la permanenza nel mondo del lavoro. Ogni tre anni il Consiglio approverà gli indirizzi per la programmazione del sistema educativo di istruzione e formazione professionale regionale. Entro il 30 giugno di ogni anno, poi, la Giunta approverà il piano annuale che individuerà i percorsi dell’offerta formativa.

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