Sgombero di un insediamento abusivo, tensione e tafferugli: ferita una vigilessa | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Sgombero di un insediamento abusivo: lo visitò il Papa. Tensione e tafferugli: ferita una vigilessa

– I vigili urbani sgomberano un insediamento di immigrati e nomadi a Roma visitato a sorpresa dal Papa a febbraio e suscitano la protesta dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e di Sant’Egidio. Nell’azione della polizia municipale a Ponte Mammolo, alla periferia della Capitale, scoppiano tafferugli con gli occupanti e una vigilessa rimane ferita. Un nordafricano viene arrestato. Nel campo vivevano bengalesi, maghrebini ed eritrei, questi ultimi sfuggiti alla guerra. «Stiamo smantellando un ghetto, una baraccopoli dove vivevano in 200, di diverse nazionalità, in condizioni insopportabili per una città come la nostra», – dice l’assessore alle Politiche sociali del Campidoglio Francesca Danese -. Eppure in questa baraccopoli a febbraio aveva fatto un’improvvisata Bergoglio, prima di una visita a una parrocchia di Pietralata. Papa Francesco si era fatto portare a Ponte Mammolo dall’autista e lì aveva sorpreso gli occupanti, che superato lo sgomento lo avevano accolto con abbracci. Poi il Santo Padre aveva recitato il Padre Nostro in spagnolo con un gruppo di ecuadoriani. Oggi i vigili del Servizio prevenzione emergenze (Spe) e del IV Gruppo sono andati con le ruspe al campo e una parte degli abitanti delle circa 60 roulotte e baracche hanno usato i rifiuti per cercare di impedire l’accesso. Nei tafferugli conseguenti una vigilessa è stata ferita alla gamba da un coccio di bottiglia. L’intervento dell’assessore Danese ha dato uno stop temporaneo alle ruspe e permesso a molti residenti di portare via le proprie cose. L’Unhcr parla « di uno sgombero coatto deciso prima che fosse pianificata una soluzione alloggiativa alternativa e stabile». «Perplessa» Sant’Egidio, che si chiede il perchè delle «modalità improvvise delle sgombero, con inutili tensioni e umiliazioni». E anche Prime Italia, associazione di volontariato che da due anni lavora nel campo, «conosciuto anche come Comunità della Pace», ricorda che «da qualche anno vi avevano trovato riparo persone, principalmente eritrei, in fuga dal proprio paese». «Per tutti ci siamo attivati per indicare una soluzione praticabile»,dicono Danese e il presidente del IV Municipio Emiliano Sciascia. E sui social la polemica è alimentata anche da una foto: raffigurerebbe un vigile in borghese, intento nello sgombero, con indosso una maglietta di un’associazione di estrema destra.

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