Sala Nervi, torna la musica in Vaticano: i poveri in prima fila | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Sala Nervi, torna la musica in Vaticano: i poveri in prima fila

«Saranno i poveri – e non capi di Stato e di governo, Papi e cardinali, o alti dignitari come avveniva in passato – i protagonisti assoluti del concerto che domani sera, per la prima volta dopo due anni, tornerà a riempire di musica le volte dell’Aula Paolo VI in Vaticano. »Saranno loro, i nostri fratelli più bisognosi, gli ospiti più illustri della serata, chiamati attraverso associazioni di carità e di volontariato che operano in loro aiuto e collaborano alla realizzazione dell’evento«, ha spiegato mons. Diego Giovanni Ravelli, capo ufficio dell’Elemosineria apostolica, a proposito del Concerto per le opere di carità di papa Francesco, dall’eloquente titolo »Con i poveri e per i poveri«, in programma domani alle 18.00 nella Sala Nervi. Ai posti d’onore siederanno per la prima volta migranti, rifugiati, senzatetto, persone assistite da associazioni come la Caritas diocesana, la Comunità di Sant’Egidio, il centro Astalli, l’Ordine di Malta, il Circolo San Pietro. E ad esibirsi saranno l’Orchestra Filarmonica Salernitana »Giuseppe Verdi«, sotto la bacchetta del maestro israeliano Daniel Oren, e il coro della Diocesi di Roma, diretto da mons. Marco Frisina, autore anche delle musiche eseguite, arie tratte dall’opera »La Divina Commedia«, nei 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri, e brani di musica sacra. I biglietti saranno gratuiti, ma a tutti i presenti »sarà data la possibilità di contribuire con offerte volontarie – spiega l’organizzazione- che saranno interamente devolute all’Elemosineria apostolica e consegnate nelle mani dell’elemosiniere, mons. Konrad Krajewski«, contribuendo così alle opere caritative del Pontefice. Il Papa non sarà presente, ma oggi alle 9.00 nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, ha voluto incontrare e ringraziare gli organizzatori e gli sponsor. »Ringrazio di tutto quello che voi avete fatto, fate e farete per questo concerto, che ci unisce«, ha detto. »La musica ha questa capacità di unire le anime e di unirci con il Signore, sempre ci porta… è orizzontale e anche verticale, va in alto, e ci libera delle angosce. Anche la musica triste, pensiamo a quegli adagi lamentosi, anche questa ci aiuta nei momenti di difficoltà«, ha proseguito Bergoglio. »Vi ringrazio tanto – ha aggiunto -, perchè farà bene a tutti un pò di spirito nell’affarismo materiale che sempre ci circonda e ci abbassa, ci toglie la gioia. E come credenti abbiamo la gioia di un Padre che ci ama tutti e la gioia di poter fare fratellanza con tutti. Però questa gioia voi la seminate adesso in questo concerto«. Sarà un concerto »per seminare gioia, non un’allegria divertente di un momento, no: il seme rimarrà lì nelle anime di tutti e farà tanto bene a tutti. Vi ringrazio per il bene che fate, grazie tante, di cuore«. Momento toccante è stato l’incontro del Papa con il maestro Oren, ebreo di cittadinanza israeliana, che ha chiesto a Bergoglio la benedizione per sè e per i suoi familiari. Richiesta subito di buon grado esaudita dal Papa che ha dato la sua benedizione secondo la formula di Abramo. »Dopo le parole che ci ha rivolto – ha detto all’ANSA mons. Frisina – è parso a tutti un ulteriore gesto del Papa nel segno della sottolineatura di come la musica possa unire tutti, non solo le persone dei vari ceti sociali ma anche di diverse religioni così come i credenti e i non credenti«. L’ultimo concerto in Vaticano era stato finora quello del 22 giugno 2013 per l’Anno della Fede, in cui a sorpresa papa Francesco non si presentò a causa – fu detto – di impegni »improrogabili«. L’immagine della sua sedia vuota restò il simbolo di un pontificato che non voleva più dare l’idea del Papa come di un sovrano regnante e della Santa Sede come di una corte rinascimentale. Ora, dopo due anni, la musica torna finalmente in Vaticano, ma – è questo il segno dei tempi – rigorosamente »con i poveri e per i poveri«.

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