Mafia capitale, il manager della Cascina: "Tutto regolare per il Cara di Mineo" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Mafia capitale, il manager della Cascina: “Tutto lecito al Cara di Mineo”

«Non ci fu alcun illecito in quella gara d’appalto, ricordo bene che anche l’autorità Anticorruzione la giudicò legittima». È la difesa di Salvatore Menolascina, dirigente della cooperativa La Cascina, sentito oggi dal gip di Roma nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia nell’inchiesta su Mafia Capitale. Nel corso dell’atto istruttorio il manager della coop ha respinto le accuse, sostenendo che l’appalto milionario del 2012 per il Cara di Mineo non fu, a suo dire, contrassegnato da alcuna attività illegittima. A conforto della sua tesi il dirigente coinvolto nella seconda fase della maxinchiesta sul presunto clan mafioso guidato da Massimo Carminati, ha sostenuto davanti al gip Flavia Costantini e al pm Luca Tescaroli, di non avere «mai dato soldi a Luca Odevaine, lui non era a nostro libro paga». Nel 2011 Odevaine fu nominato come esperto nel consorzio per l’accoglienza dei rifugiati nel centro siciliano e secondo l’accusa ottenne denaro dalla cooperativa. Proprio sul filone del Cara di Mineo, oggi Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche Agricole e leader del Ncd in Sicilia, ha annunciato che sporgerà querela contro lo stesso Odevaine. «Dopo avere letto sui giornali sulle intercettazioni che mi riguardano, ho dato mandato ai miei legali per valutare gli estremi per querelare Odevaine e chiunque non si attenga ai fatti e a quanto risulti in maniera incontrovertibile dagli atti». L’esponente del Nuovo centro destra ribadisce che il «Residence di Mineo è stato requisito dalla Protezione Civile il 4 marzo 2011 e trasferito al Soggetto attuatore che ha preso in consegna la struttura il 18 luglio 2011, rispettando accordi già sottoscritti da altri soggetti prima della mia gestione di cui rivendico legittimità e trasparenza. Sulla gara del 2012, infine, l’unica da me bandita, predisposta sulla base del capitolato speciale previsto dal DM 21 novembre 2008, peraltro applicato omogeneamente in tutta Italia – aggiunge il sottosegretario – ribadisco quanto precisato dall’Autorità Anticorruzione nel parere precontezioso 100 del 2012». Per quanto riguarda gli altri interrogatori di garanzia l’imprenditore Daniele Pulcini, accusato di turbativa d’asta, ha respinto le accuse così come Guido Magrini e Stefano Venditti, rispettivamente Direttore del Dipartimento Politiche Sociali della Regione Lazio e presidente della Lega delle cooperative Lazio, mentre Paolo Solvi, ritenuto intermediario del presidente del X municipio Andrea Tassone, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domani ultima giornata dedicata agli interrogatori di garanzia dei destinatari di ordinanze di custodia presso il domicilio. Tra questi il consigliere comunale Giordano Tredicine.

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