Tenta di soffocare la compagna, salvata dalla sorella | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Tenta di soffocare la compagna, salvata dalla sorella

Ha tentato di soffocare la convivente con un telo di spugna imbevuto di cloroformio e quando la sorella di lei è intervenuta, bloccandolo, ha chiuso entrambe in una stanza ed è scappato. L’uomo, un colombiano di 24 anni, è stato arrestato dalla polizia ieri pomeriggio a Roma, nella zona di Spinaceto. La coppia viveva in casa dei genitori della donna, coetanea del compagno, assieme al figlio di pochi mesi e all’altra ragazza. Nell’appartamento di viale Caduti della Guerra di Liberazione è avvenuta l’aggressione, motivata a quanto pare da gelosia, dalle precarie condizioni economiche e dall’insofferenza per la convivenza con la famiglia della vittima. Il giovane ha confessato di covare un forte risentimento nei confronti della compagna, culminato nella decisione di ucciderla. A tale scopo il colombiano ha iniziato a visitare alcuni siti internet alla ricerca di veleni e altre sostanze micidiali, fino ad acquistare il cloroformio e un dissuasore elettrico «taser». Due notti fa, approfittando dell’assenza dei genitori della donna, l’uomo ha imbevuto di cloroformio un telo di spugna e lo ha premuto con forza sul viso della compagna che stava dormendo. La ragazza è riuscita a gridare richiamando la sorella dalla stanza vicina che, intervenuta, è stata aggredita e rinchiusa a chiave insieme all’altra donna. L’uomo poi è fuggito con l’auto. Sul posto è subito intervenuta una volante e le ambulanze del 118. Le sorelle sono state visitate al pronto soccorso e dimesse. Gli uomini del commissariato Spinaceto, diretto da Moreno Fernandez, hanno trovato ieri pomeriggio il colombiano vicino alla casa della compagna, in stato di forte agitazione, nella sua macchina. L’uomo è stato bloccato da due volanti. Arrestato, ha poi confessato. Le perquisizioni domiciliari hanno permesso di rinvenire e sequestrare il telo imbevuto di cloroformio, un flacone del narcotico e i personal computer utilizzati per l’acquisto. L’uomo, M.V.J.L., è stato portato nel carcere di Regina Coeli a disposizione della magistratura.

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