Game over per Marino: il sindaco a un passo dalle dimissioni. Lasciano Causi, Rossi Doria ed Esposito: "Quadro non permette di andare avanti" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Game over per Marino: il sindaco a un passo dalle dimissioni. Lasciano Causi, Rossi Doria ed Esposito: “Quadro non permette di andare avanti”

A breve l'annuncio ufficiale dell'addio altrimenti sfiducia in Aula, iniziata la giunta. Sel in delegazione dal Pd a palazzo Chigi

Marco Causi, assessore Pd dimissionario, e Alfonso Sabella si stanno recando in Campidoglio per vedere il sindaco Marino dopo un incontro col commissario Pd di Roma, Matteo Orfini. A quanto si apprende i due hanno il compito di comunicare al sindaco che «è finita ed è meglio dimettersi».- Nella sede nazionale del Pd, dopo aver incontrato gli assessori dem della giunta Marino, il commissario romano Matteo Orfini sta vedendo anche diversi consiglieri dem, che sono arrivati alla spicciolata in via Sant’Andrea delle Fratte. Mozione di sfiducia al sindaco o dimissioni ‘in massà dei consiglieri comunali. Queste le due «armi» nelle mani dell’assemblea capitolina, previste dal Testo unico degli Enti locali, che porterebbero il sindaco di Roma a dire addio al Campidoglio. Ecco come funziona: «Il sindaco e le rispettive Giunte – recita l’articolo 52 del Tuel – cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, e viene messa in discussione non prima di 10 giorni e non oltre 30 la sua presentazione. Se la mozione viene approvata si procede allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un commissario ai sensi dell’articolo 141». Per quando riguarda le dimissioni in massa il consiglio comunale viene sciolto per «cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purchè contemporaneamente presentati al protocollo dell’ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco». Quindi in totale, per rendere effettivo lo scioglimento del Consiglio comunale di Roma, si devono dimettere contemporaneamente 25 consiglieri su 48, tanti ne ha l’assemblea capitolina.- Vertice questo pomeriggio in Procura a Roma tra Giuseppe Pignatone e i titolari dell’indagine avviata sulle spese del sindaco Ignazio Marino. Nell’ufficio del procuratore capo, per oltre un’ora, anche il procuratore aggiunto Francesco Caporale e il sostituto Roberto Felici. Secondo quanto filtra gli inquirenti attendono gli sviluppi politici della vicenda non volendo «entrare a gamba tesa» in queste ore convulse e interferire nelle possibili scelte del primo cittadino. Una pausa di riflessione prima di procedere con l’attività istruttoria che inizierà con l’acquisizione in Campidoglio della documentazione relativa all’utilizzo della carta di credito. Non è escluso che i pm possano acquisire la documentazione anche presso la banca che ha rilasciato la carta. Marino rischia anche di finire iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di peculato. Al momento il fascicolo resta un modello 45, ossia senza indagati e ipotesi di reato. Nei prossimi giorni i pm affideranno delega alla Guardia di Finanza per effettuare le acquisizioni dei documenti.

Il vicesindaco Marco Causi e gli assessori Stefano Esposito e Marco Rossi Doria avrebbero detto durante la giunta che «non sussistono più le condizioni per andare avanti». I tre esponenti dell’esecutivo sono le tre ultime new entry dopo il rimpasto.«La situazione ci porterà inevitabilmente alla fine di questa amministrazione», «si è manifestato un quadro che non ci consente di andare avanti con autorevolezza. Chiunque arriverà a maggio troverà una situazione molto complicata per la bonifica della macchina amministrativa». Così il senatore e assessore ai Trasporti a Roma Stefano Esposito a Sky Tg24. – Esposito, nell’intervista a Skytg24, ha comunque precisato che gli assessori Pd non si sono ancora dimessi.- È iniziata la riunione dell’esecutivo di Ignazio Marino. Convocata inizialmente sui lavori per il Giubileo, la giunta, alla luce degli ultimi sviluppi sul caso spese del sindaco di Roma, affronterà la situazione politica della Capitale. Alla giunta, secondo quanto si apprende, sta partecipando anche il gruppo dei consiglieri comunali del Partito democratico. Possibile che nel corso della riunione il Pd chieda esplicitamente al sindaco un passo indietro.Alla giunta stanno partecipando anche diversi presidenti dei municipi che sono stati «convocati» dal sindaco di Roma Ignazio Marino.

Non cessa il pressing del Pd per far dimettere Ignazio Marino. Le voci insistenti di un’uscita di scena del sindaco, sotto attacco tra l’altro per le spese istituzionali, si rincorrono da ieri e stamani vengono ribadite anche in ambienti del Pd romano.Pd romano in fibrillazione per tentare una via di uscita all’impasse Campidoglio nel caso Marino non dovesse rassegnare le dimissioni. Oltre alla ‘mozione di sfiducià in Aula si valuta anche il ritiro in blocco degli assessori targati Pd. La seconda opzione però non porterebbe automaticamente ad un’uscita di scena di Marino. Nel caso in cui dal Pd arrivi la decisione di ritirare i suoi assessori questo sarebbe sicuramente un segnale politico forte che potrebbe tradursi o in un addio di Marino o anche solo in un maxi rimpasto. Per quanto riguarda la mozione di sfiducia questa non esiste tecnicamente nel regolamento del consiglio comunale e quindi si stanno studiando le forme con cui eventualmente presentare in aula questo ‘atto di sfiducià. Tra le ipotesi prese in considerazione anche le dimissioni in blocco dei consiglieri di maggioranza cui dovrebbero seguire quelle dell’opposizione. – Per mancanza del numero legale anche al quarto appello, la seduta dell’Assemblea capitolina è stata rimandata a domani in seconda convocazione, dalle 10 alle 14. A quanto si apprende la non apertura dei lavori è dovuta principalmente alla delicatezza della situazione delle ultime ore con lo spettro delle dimissioni del sindaco Ignazio Marino, invocate da più parti. «Mi auguro che la giunta non cada ma, se questo dovesse essere inevitabile, auspico un commissariamento, perchè andare a elezioni adesso significherebbe buttare Roma nel caos più totale». Così a «Dentro i fatti, con le tue domande», su Sky TG24, l’esponente del Pd Alessandra Moretti, in merito alle possibili dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino. «Sono molto dispiaciuta – ha spiegato, come riporta una nota dell’emittente – per questa vicenda che coinvolge Marino e il mio partito. Auspico che ci sia un chiarimento molto veloce e sono altrettanto certa che Roma non può rimanere senza una guida, la politica non si può occupare di scontrini, ma si deve partire dal presupposto che la trasparenza e la legalità devono essere alla base».

– La annunciata restituzione di ventimila euro e della carta di credito del Comune non ha effetti sulla valutazione della vicenda delle spese effettuate dal sindaco Ignazio Marino da parte dei pm della Procura di Roma. È quanto trapela da ambienti della Procura di Roma. In sostanza si ribadisce il fatto che il peculato, reato ipotizzato nell’esposto finito nel fascicolo ancora contro ignoti, è di natura ‘istantaneà e quindi la restituzione del denaro non lo estinguerebbe nel caso in cui venisse riscontrato. In Procura, intanto, sono due gli esposti giunti: il primo da parte di Fratelli d’Italia, il secondo, depositato ieri pomeriggio, da parte del Movimento 5 Stelle. Sul documento di Fdi si stanno effettuando verifiche in quanto sarebbe giunto in Procura via telefax. L’indagine è stata avviata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e affidata al pm Roberto Felici.

«Se Marino dovesse prendere questa decisione ce lo comunicherà e valuteremo insieme a lui se sia la decisione giusta o sbagliata». Così l’assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale Maurizio Pucci a chi gli chiede un commento sulle voci di dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino. «L’ultima volta che ho parlato con il sindaco è ieri sera e mi ha detto che avrebbe restituito i soldi e rinunciato alla carta di credito. Non c’è nessuna modifica tra ieri sera e stamattina. Non abbiamo parlato di dimissioni, non è stato oggetto di discussione», ha aggiunto.- «Come Sel chiediamo al sindaco Marino di valutare le dimissioni». Così il segretario romano di Sel, Paolo Cento, che alle 16 alla Camera, vedrà il commissario del Pd Roma, Matteo Orfini. Nell’incontro verrà valutata una exit strategy per uscire dall’empasse politica che sembra gravare sul Campidoglio. Sul piatto una possibile mozione di sfiducia o azioni comunque risolutive. Cento per ora non si sbilancia e dice: «Vediamo cosa accade questa mattina. Ci confronteremo con il Pd sulla situazione».Scherzo telefonico e radiofonico per Ignazio Marino nel momento più difficile del suo mandato. Un falso Renato Zero – l’imitatore Barty Colucci, del programma ‘Tutti pazzi per Rds’ di Radio Dimensione Suono – ha chiamato il sindaco e gli ha intonato una canzoncina sulle note di ‘Roma nun fa la stupida staserà. Marino è caduto nel tranello del finto cantante ed ha parlato anche della situazione politica a Roma e del viaggio a Filadelfia. «Siamo sotto una aggressività continua – ha risposto Marino al falso Zero che gli chiedeva cosa succede nella capitale -, probabilmente perchè stiamo scuotendo davvero poteri e privilegi che hanno retto per molti anni in questa città». All’imitatore che esprimeva critiche per lo stato della città ma anche sostegno al sindaco, Marino ha risposto: «Ti ringrazio e se lo ritieni dichiaralo» pubblicamente. Alla domanda se sia stato davvero il sindaco di Filadelfia a invitarlo nella città statunitense Marino ha risposto: «Sono stato invitato dal sindaco di Filadelfia che è venuto personalmente». Quindi la canzoncina del falso Renato Zero. «Roma quante buche che c’hai stasera, io giro con la bici me ne vò. Guarda quanta monnezza, coi sorci grandi che poi fanno da cornice attorno a noi. Non sai quanto era pulita Filadelfia, nun c’era una carta a terra manco a morì. Invece la mia Roma è sporca più che mai, Marino nun fa lo stupido stasera». «Ti ringrazio perchè sei un romano speciale – ha commentato Marino -, avere le tue parole di sostegno mi fa molto piacere e se tu lo ritieni possiamo incontrarci di persona e parlarne. Adesso vado in Campidoglio, guardo l’agenda e ti cerco».

– Presidio del Movimento 5 Stelle sotto il Campidoglio. Deputati e consiglieri comunali ‘pentastellatì sono davanti Palazzo Senatorio per chiedere a gran voce le dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino. «È il momento di voltare pagina e cambiare governo – dice la deputata del M5s Carla Ruocco – Siamo qui perchè Roma è la Capitale d’Italia e questa faccenda non riguarda solo Roma ma tutta l’Italia e il Governo che dovrà riferire in Parlamento di tutto quello che è successo e delle intenzioni che ha per quanto riguarda gli appuntamenti importantissimi che la città ha». «Io ho un mandato in corso quindi sono fedele al mandato che mi è stato consegnato dai cittadini. Quindi no, io sono fuori dai giochi». Così la deputata del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi risponde a chi le chiede in merito ad una sua candidatura a sindaco di Roma. «La questione è la menzogna che il sindaco ha detto. Basta Marino, il Pd ha fallito ed è responsabile Renzi». Così il deputato M5S Alessandro Di Battista arrivato in Campidoglio. «Non so se vinceremo, dipende dai romani, mettiamoci alla prova», ha concluso Di Battista. – «Io ho deciso di non candidarmi e non ho mai avuto questa ambizione, per correttezza e onestà devo finire il mio mandato in Parlamento e spero che a Roma si vada al voto al più presto». Così il deputato del M5s Alessandro Di Battista risponde a chi gli chiede se ci sarà una sua candidatura a sindaco di Roma. – «Ci sono accuse molto serie che vengono rivolte al sindaco. Il tema non è soltanto il buon governo o il cattivo governo, su cui noi ci siamo già espressi in questi mesi, ma la questione è il rapporto fiduciario con la città che qualora fossero confermate le accuse che arrivano dai giornali, mancherebbe. Se dovesse saltare il rapporto fiduciario con la città non è escluso che chiederemo al sindaco di fare un passo indietro». Così il capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola.

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