Roma, giallorossi macchina da gol: ora il test Inter. Per i nerazzurri è prova scudetto | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Roma, giallorossi macchina da gol: ora il test Inter. Per i nerazzurri è prova scudetto

Prima a suon di gol. La Roma si è presa la testa della classifica segnando come non accadeva da oltre mezzo secolo. Le 25 reti messe assieme finora dai giallorossi rappresentano infatti quasi un record assoluto. Per trovare uno score migliore dopo le prime dieci giornate di campionato bisogna riavvolgere il nastro addirittura fino alla stagione 1960-61 quando la Roma allenata da Alfredo Foni ne mise a segno 26. E nel resto d’Europa, tra i campionati più importanti, solo Bayern Monaco (33) e Borussia Dortmund (29) sono riusciti a fare meglio. La prolificità della squadra di Rudi Garcia va poi a braccetto con uno dei cavalli di battaglia del francese, ovvero la ripartizione offensiva. «Meglio avere tanti giocatori in grado di segnare che affidarsi a uno solo da 30 gol» ha sempre sostenuto il tecnico, che al momento può contare già su 13 differenti marcatori (sui 24 giocatori di movimento schierati tra campionato e Champions League). L’ultimo ad aggiungersi alla lista è stato Maicon, a secco dal gennaio scorso e tornato protagonista proprio in prossimità della sfida alla sua ex Inter. Il vero fulcro della Roma di Garcia resta però Miralem Pjanic. «È il padrone del nostro gioco» le parole del tecnico, avvalorate dai numeri del bosniaco che contro l’Udinese ha realizzato il suo 6/o gol stagionale, sbloccando per quattro volte in campionato lo 0-0 iniziale. Un contributo fondamentale è poi anche quello del connazionale Edin Dzeko, magari non ancora in quanto a gol segnati, ma di certo nell’equilibrio che riesce a portare alla squadra. Quando Garcia ha schierato l’attaccante dal primo minuto, in campionato la Roma ha messo insieme una percentuale di vittorie del 62% (5 vittorie, 2 pari, un ko) con una differenza reti di +9 (17 gol fatti, 8 subiti). Nei cinque incontri giocati senza il bosniaco titolare, invece, la percentuale di vittorie scende al 40%, con una differenza reti di +3 (15 fatti e ben 12 subiti). Insomma, proprio come sottolineato dal tecnico, Dzeko «è un riferimento importante per i compagni», che presto si sbloccherà anche sotto porta: «Non sono preoccupato, farà tanti gol con noi». Magari già da sabato sera a San Siro. La partita con l’Inter, però, più che confermare la verve realizzativa della Roma, metterà alla prova la tenuta difensiva. Garcia spera di aver ritrovato il miglior Maicon, e punta a capire se Ruediger può diventare il partner fisso di Manolas, intoccabile assieme a Digne. Di certo, una mano importante al reparto arretrato potrebbe arrivare dal recupero in extremis di De Rossi. Il mediano sta ancora smaltendo il problema all’adduttore sinistro e solo domani dopo un provino sarà deciso se convocarlo o meno per Milano. A Trigoria però non c’è alcuna intenzione di prendere rischi forzando il rientro, anche perchè prima della sosta ci saranno altri due impegni di una certa importanza come la decisiva sfida di Champions col Bayer Leverkusen e il derby con la Lazio.Inter-Roma è uno scontro tra due filosofie diverse di vivere il calcio. Da una parte il cinismo del gioco concreto nerazzurro, ma poco entusiasmante e troppo contratto; dall’altra la manovra spumeggiante, vivace e coinvolgente dei giallorossi che peccano però nell’equilibrio tra i reparti. L’Inter delle vittorie di misura e della difesa invalicabile, contro la Roma dell’offensività straripante e dei successi di ampio margine. La sfida di sabato sera a San Siro metterà a confronto due logiche in contrapposizione che hanno comunque portato le due squadre ai vertici della Serie A. E in 90′ si decreterà quale dei due sistemi è il vincente. Se ad imporsi sarà la Roma, potrebbe dare il via ad una fuga solitaria. Se a prevalere sarà l’Inter, diventerà la candidata numero uno allo scudetto e Mancini non potrà più nascondersi. L’Inter è reduce dal successo di cuore e di carattere, ma non di qualità, contro il Bologna nell’anticipo del turno infrasettimanale. È tornata alla vittoria dopo più di un mese di digiuno, ma giocando forse una delle peggiori prestazioni della stagione se si guarda il primo tempo. La difesa si è confermata solida e ordinata, ma l’attacco, contro un avversario che ambisce alla sola salvezza, ha ancora deluso. Nella squadra di Mancini a convincere a pieno è solo la retroguardia. Solo sette i gol subiti nelle prime dieci giornate, la miglior difesa del campionato. Il tecnico indicando gli acquisti di Miranda e Murillo e reinventando Medel centrale, ha risolto il problema più grave della passata stagione. E proprio sulla prestazione della retroguardia nerazzurra si giocherà gran parte del risultato. Perchè i giallorossi arriveranno a San Siro forti del miglior attacco della serie A con ben 25 gol realizzati e trascinati da Pjanic, in stato di grazia, Gervinho, ormai definitivamente rinato, e Maicon, l’ultimo eroe del Triplete capace ancora di fare magie. Mancini, se vuole conquistare un successo che in casa manca dal 23 settembre, dovrà lavorare molto anche sull’approccio alla gara. Sia contro il Palermo che contro il Bologna i nerazzurri non sono scesi in campo con un atteggiamento vincente. Anche l’allenatore si è detto deluso, pretendendo di più dalla squadra. Oggi prima dell’allenamento, Mancini ha parlato ai giocatori per dieci minuti, rimarcando l’importanza della sfida di sabato. Serve il primo tempo visto con la Juventus, se si vuole fermare questa Roma in splendida forma. Jovetic e Icardi, poi, devono cercarsi di più e lavorare insieme. Sono due giocatori caratterialmente e tecnicamente molto diversi che faticano a coesistere. Un confronto interno per conquistare la leadership del gruppo che potrebbe essere controproducente per l’Inter. I due attaccanti dovranno costruire insieme e lavorare l’uno per l’altro per sfruttare il punto debole della Roma che è proprio la difesa. In Champions i giallorossi hanno sofferto proprio a causa dei problemi nelle retrovie e questa mancanza di equilibrio dovrà essere preda del cinismo nerazzurro. Senza Felipe Melo, squalificato, Mancini perde il leader del centrocampo e rilancia al suo posto Guarin al fianco di Medel e Kondogbia. Il francese è chiamato al salto di qualità dopo prestazioni mai convincenti e sempre più deludenti. Contro la Roma non sono ammessi errori, serve intensità e sacrificio da parte di tutti. Non subire e poi tentare un gol che vale tre punti. È quello che vuole Mancini per tornare in cima alla Serie A.

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