Il ritorno di Marino al circolo di San Basilio: "Salverò il Pd dal suicidio politico, a Roma democrazia sospesa" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Il ritorno di Marino al circolo di San Basilio: “Salverò il Pd dal suicidio politico, a Roma democrazia sospesa”

Ignazio Marino da sindaco decaduto si sfoga. Punta il dito contro il suo partito. Quel Pd dove le decisioni «non devono essere prese» nelle stanze chiuse, il cui gruppo dirigente rischia di allontanarsi dalla città. Un partito a Roma commissariato e sull’orlo del «suicidio». La «democrazia è sospesa» la pesante accusa del chirurgo dem. Intanto Matteo Orfini attacca l’ex primo cittadino su Facebook: «Il bando sulle bancarelle di piazza Navona fu fatto dalla sua giunta ma non è cambiato nulla». Esce per la sua seconda volta in pubblico. Pochi giorni fa era in piazza del Popolo per la fiaccolata in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi oggi invece il ‘marzianò Marino è andato al circolo Pd di San Basilio, periferia della Capitale, per parlare del «futuro del partito e di Roma». Ad accoglierlo applausi e diversi militanti che lo hanno salutato gridando ‘Sei ancora il nostro sindacò, ‘Bravò, ‘Eccolo il nostro sindacò. E parlando ai dem non risparmia critiche e stoccate verso chi, secondo tanti, lo ha «disarcionato dal colle capitolino»: «Io ho avuto solo la tessera del Partito democratico – esordisce Marino – Come nativo Pd sento il dovere di lavorare per salvare il partito, in particolare quello romano, dal suo suicidio». «Abbiamo determinato una sospensione della democrazia – spiega – Spesso i suicidi avvengono al buio e nelle stanze chiuse, così come si scelse nel 2008 la candidatura di Francesco Rutelli. Chi commette suicidio di solito ha dei motivi ma quelli del Pd quali sono?». Insomma un errore da non ripetere in futuro per il sindaco chirurgo che, secondo alcuni rumors, starebbe accarezzando il sogno di una ricandidatura per la corsa al Campidoglio. Nel frattempo il commissario dei dem a Roma Matteo Orfini interviene su Facebook sulla vicenda delle bancarelle a piazza Navona per la festa della Befana: «Non c’è nessuna restaurazione dopo la fine della giunta – scrive – , parliamo di una vicenda nata e gestita con Marino sindaco. Anche l’anno scorso i Tredicine avevano vinto e non aprirono per protesta contro il municipio che aveva ridotto gli spazi per le bancarelle. Riduzione che è stata non solo confermata ma anche aumentata quest’anno e accompagnata da altre prescrizioni per garantire un miglioramento della manifestazione». «Se si voleva alzare il livello qualitativo bastava cambiare la natura della manifestazione. Cosa che però il Comune di Roma – nè prima di Marino nè con Marino – ha ritenuto di fare» conclude Orfini. E Marino intanto chiosa: «Io non vorrei che, a fronte del ritorno delle bancarelle dei Tredicine a piazza Navona e dei camion bar, non si trovasse una motivazione, ad esempio il Giubileo, per riaprire Malagrotta». Come a dire dopo di me tutto è tornato come prima.

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