Comunali, Berlusconi in rotta di collisione con Salvini: "Non siamo destra". E Forza Italia va avanti con Bertolaso | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Comunali, Berlusconi in rotta di collisione con Salvini: “Noi non siamo la destra”. E Forza Italia va avanti con Guido Bertolaso

L'identikit tracciato dal Cavaliere lascia pochi dubbi su collocazione, alleati e leadership e suona come un avvertimento ai "lepenisti": dimenticate la guida della coalizione

I tormenti di Forza Italia dopo lo strappo su Roma non hanno termine. Silvio Berlusconi e’ piu’ convinto che mai della bonta’ della scelta di blindare GuidoBertolaso e di negare l’appoggio a Giorgia Meloni. Sul Giornale ha spiegato l’idea che sta dietro alla decisione romana: “Noi non siamo ‘la destra’. Per quel che valgono queste categorie, Forza Italia e’ un partito moderato, alternativo alla sinistra e alleato con la destra, come lo sono le forze politiche del Ppe piu’ o meno in tutt’Europa”. L’identikit tracciato dal Cavaliere lascia pochi dubbi su collocazione, alleati e leadership e suona come un avvertimento ai “lepenisti” Meloni e Salvini del tipo ‘scordatevi la guida del centrodestra’. “Oggi, nel 2016 – spiega Berlusconi – due dati di fatto sono evidenti: che non esiste nessun centro-destra possibile senza di noi (se non un’opposizione di pura testimonianza e senza prospettive), e che per vincere dobbiamo ritrovare quei voti moderati che abbiamo smarrito”. Non stupiscono dunque le reazioni piccate di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Per il primo , intervistato dal Corriere, “e’ chiaro che se Forza Italia va avanti cosi’, non ha un gran futuro”. Per la seconda “il centrodestra che conoscevamo non esiste piu'”. E non stupisce nemmeno il rinnovato interesse verso il Berlusconi in versione moderata da parte dei centristi Casini (“Berlusconi sta resistendo alla deriva populista”) e Schifani (“Dal Cavaliere un guizzo di coerenza”) Tutta la guardia berlusconiana, da Renato Brunetta a Annalisa Calabria , scende a difesa del Cavaliere. Ma nel partito la tensione e’ alta. La cordata del nord, che ha i suoi campioni in Giovanni Toti e Paolo Romani, ancora non si capacita del no alla Meloni. Ma un ripensamento in favore della leader di Fratelli d’Italia e’ ormai inimmaginabile, anche se il partito della Meloni potrebbe come ritorsione escludere Forza Italia dalle intese in altre citta’, rendendola cosi’ residuale. Il fatto e’ che, oltre al “cerchio magico”, anche i vertici aziendali dell’impero berlusconiano sono contrari a un’intesa con “Giorgia e Matteo” perche sposterebbe Forza Italia su posizioni “estremiste”. Per ora a Roma si va avanti su Bertolaso. Ma non e’ ancora tramontata l’idea di convergere su Alfio Marchini. Anche se ci sarebbe il problema del simbolo. Marchini ha una sua lista civica e non vuole l’adesione di partiti tradizionali. Ma se Forza Italia, gia’ ai minimi storici nei sondaggi, dovesse rinunciare al suo simbolo e “camuffarsi” in una lista di appoggio, rischierebbe di perdere ancora altri consensi. O almeno questo e’ il timore che circola a Palazzo Grazioli. A Berlusconi resta ormai poco tempo per sciogliere il nodo: ancora tre giorni di trattative, poi venerdi’ Bertolaso presentera’ la lista di Forza Italia. E i giochi saranno definitivamente chiusi. Basta chiacchiere e retroscena. Ora si lavora per la grande rincorsa di Forza Italia e del signor Guido. I giochi sono fatti. Andremo fra la gente con i candidati della nostra lista e con BERTOLASO che io chiamerò fino al giorno del voto, il 5 giugno, il signor Guido, una persona con una sua faccia, una sua storia, una sua esperienza di vita, che ha deciso di accettare questa sfida difficilissima perché siamo stati noi a proporgliela e noi ora lo aiuteremo a vincerla insieme”. Così, in una nota del senatore Fi Francesco Giro.

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