Le carte coperte di Berlusconi - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Le carte coperte di Berlusconi

Candidati fantasma specchietti per le allodole, è la solita giostra

regionali2018Non è ancora stata completata la griglia di partenza, ci sono ancora dei grossi punti interrogativi sulla squadra dei candidati ma già è scattato il primo sondaggio (per la precisione realizzato per Repubblica). E si delinea una classifica provvisoria fondata su delle timide intenzioni di voto. Le ldee chiare, siamo onesti, non le ha nessuno, e la gente, al di là di una legittima voglia di scrollarsi di dosso il clima pesante che si respira a Roma e nel Lazio è ancora molto poco attenta ad un discorso di tipo elettorale. Ci pensano i giornali. L’altro giorno il ri-candidato Nicola Zingaretti si è esibito in una splendida, spumeggiante intervista su Il Messaggero. Chi non conoscesse la realtà delle cose e nemmeno il personaggio resterebbe impressionato. Per l’approccio, per il respiro del pensiero e del programma. Ma riflettendo sulle parole vuote e in libertà e sulle vere idee del governatore, viene da pensare che il miracolo lo abbia fatto il giornalista-intervistatore. Comunque queste sono sciocchezze di una campagna elettorale che sta appena scaldando i motori. L’impressione di fondo è che i playmaker della politica nazionale si stiamo muovendo ancora con i piedi di piombo alla ricerca di una quadra che ancora non si trova. Si butta sul tavolo la candidatura di Pirozzi, il sindaco-eroe di Amatrice per vedere l’effetto che fa, si fa sapere (o capire) che l’ardita operazione è frutto della fantasia della coppia Alemanno-Storace, una strana coppia non più accreditata ad agire direttamente. Per ora poco più di una provocazione diretta ai cugini della destra e a Berlusconi, che ha fatto sapere di non aver autorizzato nessun nome.Tanto per vedere l’effetto che fa, per aprire una trattativa della quale non si riescono ad intravvedere le linee. E questo è uno dei punti dolenti. Il centro destra unito farebbe a strisce l’avversario di centro sinistra e magari si giocherebbe la partita in uno spareggio con la grillina Lombardi (che ha esordito l’altro ieri a Sora come candidata nella prima uscita ufficiale). Ma il centro destra a spicchi, con Berlusconi, Salvini e Meloni ancora a litigare sulla leadership consegna tranquillamente la regione ad un centro sinistra che oggi non se lo merita proprio. Del resto, chi appoggerà Zingaretti? Oltre al Pd c’è il vecchio compagno (ex Sel) Smeriglio e una pletora di soggetti e soggettini politici di sinistra e di centro sinistra. Ma i seguaci romani di D’Alema e Bersani vorranno fare un favore a Renzi? Il governatore uscente gioca ancora a nascondino con la legge elettorale regionale e vuole mettere in campo la solita società civile garantendo il posto a una decina di grossi personaggi in grado di calamitare simpatia e consensi. Se l’avversario principale è Pirozzi avrà partita facile, se dovesse essere una delle figure di serie B che oggi il centro destra può mettere in campo, idem. Per la cronaca, il sondaggio di cui si diceva all’inizio dava in vantaggio Zingaretti con sette punti di scarto sulle liste che lo sostengono. Sergio Pirozzi secondo, a sei lunghezze dal vertice. Terza, ma staccata di pochissimo, Roberta Lombardi. Andiamo oltre, non si sa ancora quando si vota, le coalizioni sono ancora dei grossi punti interrogativi. E se poi ci fosse un election day, se il voto regionale si tenesse sul serio lo stesso giorno delle politiche?

Giulio Terzi

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