Come insegnare agli utenti ad “usare” il Pronto Soccorso | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Come insegnare agli utenti ad “usare” il Pronto Soccorso

sangiovanni1Torna anche quest’anno la Settimana nazionale SIMEU del Pronto Soccorso, giunta alla sua seconda edizione. Dal 16 al 24 maggio, nelle principali città italiane, medici e infermieri della SIMEU, Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, organizzeranno incontri con i cittadini e simulazioni di attività cliniche in pubblico per spiegare meglio le dinamiche dell’emergenza sanitaria e ascoltare le esigenze dei pazienti. Caratteristica dell’edizione di quest’anno è la partnership con il Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. L’evento è stato presentato alcuni giorni fa presso l’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, alla presenza del dg Ilde Coiro, con una tavola rotonda moderata dalla dr.ssa Gobbi del Sole 24 ore Sanità.
Ne abbiamo parlato con la dr.ssa Maria Pia Ruggieri, Segretario nazionale SIMEU e Dirigente Medico UOC Pronto Soccorso e Breve Osservazione.

Quando è nata questa manifestazione?
La manifestazione è stata ideata nel 2014 dalla Società scientifica con lo scopo di avvicinare i pazienti del Pronto Soccorso (24 milioni ogni anno) e i curanti dell’emergenza, medici e infermieri, creando occasioni di incontro anche fuori dagli ospedali, per ascoltare le esigenze dei cittadini e presentare le dinamiche dell’assistenza.
La Settimana del PS è occasione per fare il punto sullo stato del sistema di emergenza-urgenza italiano: all’inizio del 2015 i PS italiani hanno dovuto fronteggiare l’epidemia influenzale più pesante dell’ultimo decennio, in termini di popolazione coinvolta e di complicazioni gravi. Davanti a questo fenomeno, il sistema dell’emergenza ospedaliera nazionale, già duramente in difficoltà per il sovraffollamento oramai endemico e cronico, è andato in crisi, soprattutto nelle grandi città.
Per ottenere un sistema dell’emergenza più efficace e più rispettoso della dignità personale sono necessari interventi strategici, tra i quali la riorganizzazione dei percorsi di cura, che garantisca le dimissioni più fluide dei pazienti dall’ospedale al territorio, la disponibilità pertanto di un maggior numero di posti letto soprattutto per quei pazienti che, dopo la fase acuta, necessitano del proseguimento del ricovero fuori dall’ospedale, e,contemporaneamente, azioni per potenziare il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei cittadini.

Come avviene la gestione delle urgenze-emergenze?
La gestione clinica delle emergenze-urgenze consiste nel trattamento di patologie gravi e pericolose per la vita del paziente, tempo dipendente. La SIMEU, in quanto società scientifica, è impegnata
nella formazione degli operatori sanitari, medici ed infermieri, nella gestione clinica ed organizzativa dei quadri clinici in emergenza-urgenza, anche con tecniche di simulazione avanzata.

Diventa sempre più importante la formazione del personale sanitario: dal rapporto con il paziente, alla cura, alla comunicazione e alla sua accoglienza
La SIMEU, Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, è una associazione scientifica senza scopo di lucro. Riunisce oltre 3.000 fra medici, infermieri e altre figure che operano a diverso titolo nell’ambito delle emergenze-urgenze sanitarie; è libera, apartitica, apolitica e volontaria.
L’Area Formazione organizza corsi di formazione permanente per operatori sanitari, sui diversi temi che interessano la medicina di emergenza-urgenza e la medicina delle catastrofi. La formazionecontinua del personale è fondamentale per diffondere una corretta cultura sulle cure in emergenza e adeguare l’organizzazione sanitaria alle esigenze dei pazienti, per garantire a tutti nel nostro Paese un Pronto Soccorso efficiente.
Nel percorso clinico in emergenza, da parte del personale sanitario è molto importante l’accoglienza del paziente affinchè si senta non solo curato in modo appropriato, ma anche accolto in un luogo di cure rassicurante che mette a disposizione strumenti, professionisti, ambienti, sostenuti da competenza e umanizzazione.

Come è la situazione del Pronto Soccorso al San Giovanni? Come è strutturato?
L’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma è sede di un
Pronto Soccorso e di un Dipartimento di Emergenza-Urgenza di II livello con circa 70.000 accessi di pazienti all’anno, all’interno di una vasta area metropolitana che raccoglie persone dal centro e dalla periferia della città, con il significato di reale e concreta presenza contemporanea di operatori sanitari, cittadini, società scientifica, movimento del Tribunale dei diritti del malato di Cittadinanza attiva e istituzioni.

Ci vuole raccontare la sua esperienza personale…
Come professionista dell’emergenza-urgenza, medico di Pronto Soccorso e Medicina d’Emergenza-Urgenza, considero la mia professione un “privilegio”, perché ogni giorno mi permette di assistere e curare pazienti in situazioni di criticità, un’”opportunità” perché ogni giorno mi dà la possibilità di incontrare centinaia di persone con la propria storia clinica e sociale, uno “stimolo” per continuare a credere in una struttura sanitaria dedicata all’emergenza, del sistema sanitario nazionale pubblico, aperta 24 ore su 24,tutto l’anno, che accoglie cittadini italiani e tutti coloro che ne abbiano bisogno, indistintamente, all’insegna dell’umanità delle cure, dell’equità, dell’efficacia e dell’efficienza.

Francesco Vitale

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