Crisi sanità cattolica, il Papa crea una commissione | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Crisi sanità cattolica, il Papa crea una commissione

La Santa Sede affronta con decisione il «buco nero» della sanità cattolica e lo fa con una Commissione speciale per la quale papa Francesco ha dato carta bianca al segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. Con un «Rescritto» a firma dello stesso Parolin, in seguito all’udienza del Papa di lunedì 7 dicembre, è stata istituita oggi la «Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa», che prende atto delle «particolari difficoltà» degli ospedali di proprietà della Chiesa e si prefigge di «contribuire alla più efficace gestione delle attività e alla conservazione dei beni». Un passo, quello di Bergoglio e del suo più stretto collaboratore, che intende porre mano alle situazioni di grave dissesto finanziario in cui si sono trovate strutture cattoliche, in vari casi di proprietà di ordini religiosi, tra i cui esempi più eloquenti ci sono quelli dell’Idi (Istituto Dermopatico dell’Immacolata) e le case di cura pugliesi della Divina Provvidenza, al centro di crac multi-milionari e di inchieste giudiziarie tuttora aperte. Alla Santa Sede fa poi capo l’Ospedale Bambino Gesù, il cui passato utilizzo di risorse per scopi diversi (vedi la ristrutturazione dell’attico del card. Bertone) ha fatto molto discutere nelle ultime settimane. La Commissione sarà composta da un presidente e da sei esperti nelle discipline sanitarie, immobiliari, gestionali, economico-amministrative, finanziarie e farà riferimento diretto al card. Parolin. Essa, si legge nel rescritto, rilascia alle Congregazioni della Curia romana, da cui dipendono le strutture sanitarie, «il consenso necessario, vincolante per la concessione delle autorizzazioni canoniche, in ordine alla dismissione o riorganizzazione delle attività e/o degli immobili relativi al settore sanitario». È dotata «dei poteri di accesso agli atti e di risorse per lo svolgimento della propria attività» e «può assegnare incarichi a società, professionisti e consulenti». Tra gli incarichi che le sono stati affidati, lo studio generale «sulla sostenibilità del sistema sanitario» della Chiesa, la proposta «per la risoluzione della situazioni di crisi», lo studio e la proposta «di nuovi modelli operativi». Pur tra il moltiplicarsi delle Commissioni, dopo l’esperienza non proprio felice della Cosea (due suoi componenti e un collaboratore sono sotto processo nel caso ‘Vatileaks 2’), anche questo è un ulteriore passo della riforma di Francesco, che nello specifico mette sotto la lente il delicato e travagliato settore della sanità. Ma non è la sola novità di oggi, mentre si è conclusa la 12/ma sessione del ‘C9’, il Consiglio dei cardinali per il riassetto della Curia. Durante i tre giorni di lavori, il card. George Pell, prefetto per l’Economia, ha infatti informato sulla costituzione di un gruppo di lavoro «per una riflessione prospettica sul ‘futurò dell’economia» della Santa Sede e dello Stato vaticano, «sull’andamento e il controllo complessivo delle uscite e delle entrate», ha spiegato oggi padre Federico Lombardi. La nuova ‘task forcè, a cui sono stati chiamati a partecipare, insieme alla Segreteria per l’Economia, rappresentanti della Segreteria di Stato, del Governatorato, dell’Apsa, di Propaganda Fide, della Segreteria per la Comunicazione (da sola quest’ultima gestisce 6-700 dipendenti) e dello Ior ha appena cominciato il suo lavoro con una prima riunione. Un modo, se vogliamo, per far sì che non sia solo il card. Pell a decidere sugli indirizzi e sul controllo delle finanze, compresi i tagli alle spese, che avranno così una supervisione più collegiale, anche qui con la Segreteria di Stato e il card. Parolin in un ruolo di massimo rilievo. Il C9, intanto, nella sua prossima riunione dell’8 e 9 febbraio 2016, approfondirà il tema della «sinodalità» della Chiesa e l’invito del Papa, fatto nel suo discorso al Sinodo il 17 ottobre scorso, a «procedere in una salutare ‘decentralizzazionè»: si rifletterà sulle implicazioni che questo deve avere per la riforma della Curia. Il Consiglio ha poi consegnato al Pontefice la sua proposta articolata sul nuovo dicastero «Laici, famiglia e vita», in vista dell’istituzione definitiva con l’accorpamento dei relativi Pontifici Consigli e della Pontificia Accademia, mentre ancora in fase di studio ed elaborazione è l’altro super-dicastero in embrione, che sarà dedicato a «Giustizia, pace e migrazioni».

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