Campidoglio, trilaterale Berlusconi-Meloni-Salvini: FdI blocca Marchini e punta su Rampelli | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Campidoglio, trilaterale Berlusconi-Meloni-Salvini: FdI blocca Marchini e punta su Rampelli

– Stefano Parisi a Milano sì; Alfio Marchini a Roma no; mentre su Napoli, Torino e Bologna l’intesa è vicina. Le scelte di candidati unitari di centrodestra per le prossime amministrative assomigliano sempre più ad un puzzle: tanti pezzi da incastrare che attendono però che prima venga definito il candidato sindaco della capitale. È questo il nodo che Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni non sono ancora riusciti a sciogliere. Dopo giorni di contatti intensi, i tre leader ne hanno parlato insieme ad Arcore. «Un incontro cordiale ed utile», come lo hanno definito fonti interne al centrodestra, ma sicuramente non ancora risolutivo al punto che un nuovo vertice è già stato fissato «a breve». L’intesa generale è saltata per la ferma opposizione di Fratelli d’Italia al nome di Alfio Marchini per il Campidoglio. Ad Arcore, viene raccontato da fonti parlamentari, la Meloni avrebbe minacciato di far saltare il tavolo nel caso Forza Italia avesse insistito sul nome dell’imprenditore romano. «C’è il veto di Giorgia», sottolinea Salvini in serata. E non è certo casuale che, mentre il vertice era in corso, un comunicato stampa di Fdi da Roma bocciasse definitivamente «Alfio»: «Vorremmo ricordare a chi pare avere memoria corta che la candidatura a sindaco del palazzinaro Marchini in questi anni è stata costruita, proposta e sostenuta da Ncd. Cioè dai convinti sostenitori dei governi Monti, Letta e Renzi, vessilliferi del patto del Nazareno e sempre spalleggiati dall’attuale ministro Alfano». Fdi punterebbe sul deputato Fabio Rampelli o, in alternativa, su «un nome importante della società civile». D’altronde, anche Forza Italia è divisa su Marchini: una parte del partito con in testa Antonio Tajani è convinta di poter vincere grazie alla sua candidatura, ma non sono pochi gli azzurri che temono «una resa» nei confronti dei centristi. L’imprenditore romano piace, e non poco, al Cavaliere che però deve stare attento a non sfilacciare troppo il suo partito già provato dalla «lunga traversata» all’opposizione. La Lega sulla questione resta alla finestra: tramontata l’ipotesi di candidare Guido Bertolaso, vista come fumo negli occhi, Salvini preferisce concentrarsi su Milano, Bologna e Novara. Per il capoluogo lombardo l’intesa generale c’è già: puntare tutto su Stefano Parisi che, però, non ha ancora sciolto le riserve. Nella riunione nella villa del Cavaliere, il segretario del Carroccio avrebbe parlato molto dell’Emilia-Romagna, dicendo chiaramente agli alleati di non voler fare alcun passo indietro sul nome di Lucia Borgonzoni a Bologna. Azzurri e Fratelli d’Italia converrebbero sul nome della candidata leghista. Forza Italia incasserebbe la scelta del candidato sindaco di Torino: in pole c’è un big azzurro come Osvaldo Napoli visto come l’unico capace di tenere testa al Pd. Il Carroccio si consolerebbe con la candidatura di Alessandro Canelli a Novara (in realtà, in via Bellerio la conquista della città piemontese è ritenuta «strategica»). Si tratta ancora sul candidato di Napoli, dove la scelta ricadrebbe su Forza Italia. La cornice è più o meno chiusa ma Fratelli d’Italia non recede su Roma, forte di percentuali che danno il partito della Meloni in ascesa.

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