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Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Bene l’agenda digitale ma attenzione alla riservatezza

ssnIl Servizio Sanitario Nazionale ha compiuto quarant’anni, è in età adulta e se ne può tracciare un bilancio: conquista sociale e patrimonio universale del cittadino, tanto che, dato ormai per scontato, non lo si apprezza del tutto, malgrado l’accesso alle cure sia indiscriminato e, spesso, pressoché gratuito. Certo, come altri diritti, è più tangibile per alcuni che per altri.

Con la riforma «federalista» della Costituzione, parte delle competenze sulla sanità è delle Regioni. Il diritto, sulla carta, è rimasto universale, ma con livelli di servizio diversi secondo il luogo di residenza. Le Regioni virtuose hanno migliorato le prestazioni. Altre peggiorato, con commissariamenti vari (nel Lazio fino al 2018) e flussi, sparsi o endemici, di emigrazione sanitaria verso Nord. L’attuazione dell’agenda digitale della Regione Lazio, anche in sanità, è quindi una buona notizia. Non solo perché mira a offrire maggiori e migliori servizi al cittadino, ma perché fa un uso intelligente dei fondi europei (26 milioni per il Lazio), a beneficio di un’infrastruttura intorno alla quale potranno nascere servizi a valore aggiunto, pubblici e privati. Evita poi quelle storture che, fino a oggi, hanno permesso che ciascuna Regione bandisse un appalto per il suo sistema informatico, moltiplicando i costi – in ipotesi fino a venti volte, tante quante sono le regioni. Per di più senza preoccuparsi se i dati fossero gestibili dai sistemi del resto d’Italia.

I sistemi delle altre regioni. Un costume, da democrazia allegra, che dovrebbe finire, grazie agli standard e protocolli dell’Agenzia per l’Italia Digitale con cui le Regioni come il Lazio stanno collaborando. Può costruirsi così un vero fascicolo sanitario elettronico, funzionale, come la patente, su tutto il territorio nazionale. Le Istituzioni, però, devono garantire la massima sicurezza e riservatezza dei dati sanitari dei cittadini, specie se parte di questi, come si immagina, vada sulla nuvola (cloud). Non per semplice discrezione, ma perché questi, come quelli finanziari, anzi di più, possono scriminare accesso e costi a polizze sanitarie, mutui immobiliari e posti di lavoro. L’innovazione è semplificare la vita dell’utente, aumentando la qualità dei servizi, ma tutelando sempre la sfera personale.

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