Riti funebri da tutto il mondo - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Riti funebri da tutto il mondo

ritifunerarigreciaIn quello che è l’immaginario collettivo è facile associare il rito funebre ad un film visto e rivisto più volte: tutti vestiti rigorosamente di nero, il silenzio in chiesa, i pianti di circostanza (giustificatissimi ma che ti straziano l’anima), l’autofunebre che arriva e porta via il defunto e, infine, la sepoltura.
Purtroppo, e va detto, perdere una persona cara non è mai facile e chiunque ci sia passato riconosce e palesa quanto sia difficile superare questi momenti.
In altre parti del mondo, però, i riti sono ben altri: a volte troppo colorati e festosi, a volte esagerati ma è il ‘bello’ del mondo. Prima di citarvene qualcuno, però, se siete alla ricerca di Servizi Funebri a Roma vi consigliamo vivamente Funerali Roma che ormai da tempo immemore opera sul territorio capitolino riscuotendo consensi ovunque sia arrivato.

Il resto del mondo

Il primo rito funebre ‘curioso’ del quale vogliamo parlarvi è quello che viene fatto nell’isola indonesiana di Bali dove il defunto viene depositato in una salma a forme di bue (denominata lembu) che in genere è costituto da carta e legno. Dopo la processione il corpo viene cremato e raccolto all’interno di una noce di cocco per esser poi disperso in mare. A differenza di quanto non avvenga nella cultura occidentale l’occasione è di festa perché, tramite questo rito, l’anima del defunto viene purificata e liberata pertanto disponibile ad una nuova reincarnazione.

Molto più tetra è l’usanza della civiltà Mongola che, anziché accudire con cura il corpo del defunto, lo distrugge. In che senso? Per le antiche tribù tibetane, infatti, il corpo non è nient’altro che un involucro vuoto che ormai non ha più nulla da offrire ed in quanto convinti della trasmigrazione dell’anima espongono il corpo del defunto all’istinto animale degli avvoltoi che ovviamente se ne iniziano a cibare. Ultima considerazione, tra le altre, riguarda la bontà del gesto: si crede infatti che lo stesso possa essere un gesto di rispetto nei confronti della natura.

Il caso del Madagascar

In alcune tribù ancor oggi presenti in Madagascar si pratica il cosiddetto ‘famadihana’ ovvero un rito funebre tanto particolare quanto discusso. Nel periodo annuale che oscilla da giugno a settembre le salme dei defunti vengono riesumate dai familiari e rivestiti da nuovi drappi di seta che vengono ‘bagnati’ con costosi profumi e vini. Fatto ciò i discendenti cominciano a danzare intorno alla tomba fin quando le salme vengono riposte all’interno dei sarcofagi non prima però di aver ‘ascoltato’ passivamente richieste e desideri dei vivi con ovvia ripromessa di vedersi l’anno seguente…

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