I minisindaci lanciano la sfida per Roma, il 23 gennaio al Brancaccio. "Primarie con tutto il centrosinistra". Cgil: "Ritrovare unità" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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I minisindaci lanciano la sfida per Roma, il 23 gennaio al Brancaccio. “Primarie con tutto il centrosinistra”. Cgil: “Ritrovare unità”

"Un'iniziativa per costruire un campo largo - spiega il presidente del municipio VIII Andrea Catarci -. Proposte studiate a tavolino lontano da questa città non possono dare risposte"

«Invitiamo tutti ad un incontro pubblico al teatro Brancaccio il prossimo sabato 23 gennaio: dalla politica alle associazioni, dai singoli professionisti ai soggetti organizzati, alle forze sindacali ed economiche, alla cultura e al civismo, ai movimenti e al volontariato». È quanto scritto nel manifesto dei minisindaci di Roma presentato oggi per rilanciare un progetto di centrosinistra per le prossime elezioni comunali. «È un’iniziativa per costruire un campo largo – ha detto il presidente del municipio VIII Andrea Catarci -. Non si può pensare che proposte studiate a tavolino lontano da questa città possano dare risposte. Dentro questo tentativo, proponiamo un momento che sappia guardare anche indietro. Perchè dietro tutte le iniziative compresa quella di Ignazio Marino ci sono buoni propositi, ci sono tante cose che non si è riusciti a realizzare, e c’è la volontà di riprendere quello che di buono è stato fatto. Proponiamo campo largo e radicamento sociale». – I presidenti dei municipi di Roma, tutti di Pd e Sel, lanciano il loro appello per «rimettere in campo un’opzione progressista capace di battere le destre e i populismi». «La nostra sfida è delineare» in vista delle elezioni comunali «il campo del centro sinistra non perdendo pezzi ma acquisendo pezzi, facendo primarie con tutti candidati del centro sinistra», ha detto la presidente del municipio I Sabrina Alfonsi. Per questo i minisindaci hanno organizzato un incontro al teatro Brancaccio il 23 gennaio. – Diversi i rappresentanti dei partiti di centrosinistra e dei sindacati presenti al lancio dell’appuntamento: da Enzo Foschi e Guido Staffieri del Pd, a Gianluca Peciola e Marta Bonafoni di Sel, fino a Claudio Di Berardino è Natale Di Cola della Cgil. «C’è un silenzio assordante in città – ha detto il presidente del primo municipio Sabrina Alfonsi -, sembra che nessuno si voglia prendere la responsabilità di dire come andremo alle elezione, di dire cosa non è andato nell’esperienza passata. Noi stiamo governando i municipi di Roma nella fase più difficile della storia di questa città». «Di qui al 23 proponiamo una grande raccolta di adesioni – le ha fatto eco Andrea Catarci dall’VIII -. Lasciare il campo alle destre o al M5S è una resposnabilita. L’iniziativa del 23 gennaio parla alla città e parla del suo futuro. Invitiamo a partecipare tutti i decisori politici, anche quelli più autistici. Non so a cosa porterà questo tentativo, ma senza si è già consegnata Roma ai nuovi populismi o alle vecchie destre di alemanniana memoria». Daniele Torquati, presidente del XV municipio, ha sottolineato: «C’è un manifesto senza nomi, e non si vedeva dal 1918…perchè questa non è una iniziativa contro qualcuno, non è a favore di qualcuno».Noi siamo qua perchè nel corso di questi anni con i municipi abbiamo realizzato incontri e accordi, ci sembrava giusto dare questo riconoscimento a chi ha scelto il confronto con il sindacato. Questo slogan ‘Per Romà ci interessa. Questa è una città che ha bisogno di essere ricostruita. E io chiedo ai presidenti di municipio di contribuire a definire le linee programmatiche facendo riferimento aL lavoro e alle periferie. Mi auguro che tutto il centrosinistra ritrovi le condizioni di unità per impegnarsi a rilanciare la capitale di Italia. Il 23 ci saremo, siamo interessati a fare la nostra parte perchè abbiamo bisogno di amministrazioni che diano risposte ai bisogni dei lavoratori». Così il segretario della Cgil Roma e Lazio Claudio Di Berardino a margine della presentazione dell’iniziativa dei minisindaci al Brancaccio. «Chiamare a raccolta le esperienze migliori di questa città, i cittadini, le associazioni, le competenze diffuse. Partire dai problemi per dare delle risposte complessive e non contingenti. Questa per noi deve essere la base dell’unità del centro sinistra a Roma. Un’unità nella quale crediamo fermamente e che siamo convinti si debba costruire sui temi, sulle risposte e non sulle convenienze elettorali». Lo dichiarano Guido Staffieri, Coordinatore dei Giovani democratici di Roma, e Stefano Pugelli, responsabile giovani amministratori. «Solo così il centrosinistra potrà vincere e la nostra città ripartire. Lo dimostrano le esperienze di questi anni nei nostri municipi in cui il centro sinistra ha governato bene partendo dai problemi concreti – continuano -. Per questo guardiamo con speranza all’iniziativa #perRoma organizzata dai presidenti di municipio per il 23 gennaio al teatro Brancaccio. Per questo ci saremo: per Roma, per una coalizione forte e di sinistra che parta dai territori per il rilancio della nostra città».- «Ci sorprende che, a pochi mesi dalla tornata elettorale, molti leader politici si preoccupino solo di posizionamento nazionali e alchimie, mentre in pochi pensano al futuro della città». È quanto scritto nel manifesto dei minisindaci di centrosinistra i vista dell’incontro «Per Roma» del 23 gennaio al teatro Brancaccio. L’obiettivo è cercare di superare una eventuale tripartizione del centrosinistra alle prossime elezioni comunali: il Pd da una parte, Sinistra Italiana con Stefano Fassina da un’altra, ed eventualmente Ignazio Marino con una sua lista civica ancora altrove. «Le proposte politiche in campo non ci sembrano convincenti – ha detto il presidente del municipio Valerio Barletta -, non la proposta del mio partito, il Pd, che ripiega le primarie al suo di interno, non quella della sinistra, non lo è quella, quella tutta sulla difensiva, che guarda al passato. Dobbiamo fare un ragionamento ampio di centrosinistra. È il senso sta nel contribuito di tutte le forze. È un errore politico pensare di poter saltare un giro, perchè è la città che me paga le conseguenza. Abbiamo già visto quello che significano nella città le politiche di centrodestra».

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